Lo spreco alimentare è sempre più un argomento di grande importanza, in Italia e nel mondo, questo perché si riconosce il fatto che dovremmo, invece di sprecare il cibo, aumentare la produzione alimentare per bilanciare la crescita demografica.

Purtroppo non è così, infatti ogni anno nel mondo vengono buttati circa 1,3 miliardi di tonnellate di cibo, di cui l’80 circa ancora commestibile (dati di uno studio della FAO).

 In Italia si sprecano in media circa 149kg pro-capite l’anno. Nonostante il nostro paese si trovi leggermente sotto la media Europea, (180kg pro-capite l’anno) questo numero è comunque allarmante.

Per far fronte a questo problema si sono avviate numerose iniziative in tutto il mondo, che vanno dal premiare i cittadini che sprecano meno e diminuiscono i rifiuti alla creazione di vere e proprie associazioni, spesso basate sul volontariato, che hanno lo scopo di raccogliere il cibo inutilizzato e ridistribuirlo alle persone che non hanno da mangiare.

Possiamo infatti dire, che sprecare il cibo è come rubarlo alle persone che il cibo magari non possono permetterselo e perciò dovrebbe essere nel pensiero comune, cercare di comprare solo il cibo di cui si ha bisogno e finirlo prima di comprarne dell’altro.

Questo perché la diminuzione dello spreco deve partire da noi, non bisogna quindi pensare che le attività di volontariato o le associazioni che si occupano di questo possano bastare ad azzerare i rifiuti che noi persone comuni produciamo.

Per fare ciò bisogna porsi delle regole da rispettare nella quotidianità, alcune di queste potrebbero essere: farsi una lista di cosa abbiamo nel frigo per gestire gli alimenti da mangiare e diminuire gli sprechi, non buttare il cibo leggermente rovinato o maturo, cercare di mangiare sempre il cibo con la scadenza più corta e no essere troppo rigidi con le date di scadenza, cercare di diminuire gli avanzi e mangiarli successivamente invece di cucinare altre cose per poi buttarli.

Diminuire lo spreco insomma, non può e non deve essere semplicemente una scelta, ma deve essere un obbligo morale da rispettare sempre.

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