La fame nel mondo non è certo un problema nuovo, e non è necessario che i giornali e le tv ne parlino per metterne tutto il mondo al corrente; ci sono tuttavia degli atteggiamenti, dietro alla nostra quotidianità, che contribuiscono inconsapevolmente a questo enorme problema… Primo fra questi lo spreco alimentare. Al giorno d’oggi si intende per spreco alimentare l’abitudine diffusissima di non consumare completamente il cibo acquistato, per poi doverlo dunque buttare. Non sarebbe certo un problema se fosse un singolo soggetto a farlo, ma si parla di cifre sconvolgenti che coinvolgono gran parte delle famiglie e delle attività culinarie. Si stima in media uno spreco di 100 grammi a testa, che diventano 27 kg pro-capite l’anno, per questo motivo associazioni come il FAO hanno deciso di agire per ridurre il fenomeno e azzerare entro il 2030 la fame nel mondo, che al giorno d’oggi ha raggiunto gli 820 milioni di denutriti.

In molti si sono mobilitati, con mezzi differenti, verso una concreta lotta allo spreco. Fra questi Andrea Segrè, autore del libro “il metodo spreco 0”, nonché padre della last minute market, un’azienda nata proprio per migliorare gli acquisti in termini alimentari. Ci sono effettivamente dei modi e delle abitudini che possono dare un gran contributo in questa inevitabile lotta. Si tratta di idee che partono dalla quotidianità delle famiglie e si estendono a ristoranti e aziende. È importante fare una spesa consapevole, al fine di evitare di acquistare cibo in più che verrà buttato, non lasciare scadere il cibo, riutilizzare in maniera anche creativa gli avanzi dei pasti….

Anche in situazioni così delicate è possibile percepire l’influenza della tecnologia, molti hanno infatti offerto il proprio contributo programmando app in grado di dare suggerimenti e addirittura guide allo scopo di evitare sprechi o utilizzi sbagliati del cibo. L’utilizzo delle app e della pubblicità va dunque ad accostarsi perfettamente con tutti i locali che hanno del cibo inutilizzato e destinato allo spreco permettendo ai clienti di poter andare a ritirare entro un breve lasso di tempo dei piccoli box di cartone forniti dai locali stessi, contenenti parte degli avanzi di cucina rivenduti ad un prezzo inferiore a quello effettivo.

Personalmente trovo che lo spreco alimentare sia un argomento particolarmente sensibile e fuori controllo, non ci rendiamo infatti conto di quante persone, mentre noi buttiamo del cibo ancora buono nell’immondizia, stiano patendo gravemente la fame. Il contributo che possiamo dare non richiede certamente gesti estremi, ma solo delle piccole revisioni nelle nostre abitudini che favoriranno un utilizzo pieno di tutto il cibo acquistato. Le aziende, dal canto loro, si impegneranno a raggruppare risorse da inviare nei paesi in difficoltà per vedere finalmente realizzato il secondo punto dell’agenda 2030.

2+
avataravatar
0 Commenti

Lascia un commento

CONTATTACI

Hai una domanda? inviaci una e-mail e ti risponderemo al più presto.

Il Quotidiano in Classe è un'idea di Osservatorio Permanente Giovani-Editori © 2012-2020 osservatorionline.it

Effettua il login

o    

Hai dimenticato i tuoi dati?

Crea Account