Accostato al problema della fame del mondo e alla denutrizione, c’è uno spreco eccessivo di alimenti ancora consumabili. Secondo dati alla mano, circa l’80% dei cibi che si buttano vi è ancora utilizzabile; questo fenomeno appartiene indistintamente a tutti paesi, fra questi l’Italia spreca 149 kg pro-capite.

L’eccessivo e apparentemente infrenabile fenomeno, si porta dietro ulteriori fenomeni, talvolta peggiori. È, infatti, anche per lo spreco alimentare che si va a contribuire all’inquinamento globale, tema tanto sentito nell’ultimo periodo. Oltre a trascinare e contribuire su ulteriori problematiche, lo spreco alimentare è la causa principale di denutrizione e fame nel mondo. Se si riuscisse, ipoteticamente, a risparmiare tutti quelle tonnellate di cibo ancora consumabile, si potrebbero sfamare all’incirca 2 miliardi di persone.

A fronte di questo problema i provvedimenti, nei vari stati, sono difformi. Se per esempio in Francia di punta a penalizzare in modo pecuniario; l’Italia, invece, focalizza la risoluzione della problematica su incentivi e sul recupero di prodotti alimentari ancora in condizioni buone. Dal 14 settembre 2016, anno d’entrata in vigore della legge sugli sprechi alimentari, i risultati sembrano apparire positivi.

Deve essere quindi morale di ogni paese evitare ed arginare sprechi alimentari, emanando provvedimenti che permettono di risolvere questo fenomeno.

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