Nel mondo si spreca oltre un terzo del cibo prodotto, in un periodo nel quale ci sarebbe da incrementare la produzione alimentare del 70% per far fronte al crescente aumento della popolazione.

In Italia si sprecano, in media, 149 kg di cibo pro-capite l’anno, una quantità da far paura, nonostante sia al di sotto della media Europea (180 kg di cibo pro-capite all’anno). L’osservatorio sugli sprechi ha rilevato che, in Italia, la carne (30%) e i latticini (32%), sono i prodotti più sprecati a livello domestico.

Fortunatamente negli ultimi anni la consapevolezza generale riguardo questo problema si è molto diffusa grazie alle numerose organizzazioni e iniziative di intervento mirate alla riduzione e/o al recupero dei prodotti alimentari non più vendibili ma ancora commestibili.

Per porre rimedio a questo problema stanno nascendo oltre alle convenzionali soluzioni, quali la distribuzione agli enti benefici del surplus alimentare, nuovi sistemi quali, ad esempio quello del danese che ha creato un app consistente nel consentire ai panifici, ristoranti, pasticcerie ecc. di vendere a un prezzo ridotto rispetto al dovuto e favorevole all’ acquirente, tutto ciò che a fine giornata sia avanzato.

Comunque anche noi nel nostro piccolo potremmo aiutare a risolvere il problema facendo anche piccoli gesti quali non comprare mai più del necessario, consumare tutto fino in fondo ciò che si è comprato e stando ad un ristorante non rispedire indietro quanto avanzato e piuttosto servirsene per un successivo pasto.

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