Ogni anno un terzo del cibo destinato alla nostra nutrizione viene buttato; nella spazzatura finiscono 115 chili di pasta annualmente; solo con gli sprechi alimentari in Italia si potrebbero sfamare si e no 44 milioni di persone. Sono numeri che dovrebbero far riflettere tutti coloro che ogni giorno hanno la possibilità di avere un piatto sotto gli occhi, numeri che dovrebbero far scaturire una certa arrabbiatura. Sapere che nel mondo 820 milioni di persone soffrono le fame e che ne muoiono 24.000 al giorno sempre per lo stesso motivo e noi sprechiamo quintali e quintali di cibo all’anno è sconcertante, scioccante, sconvolgente. E’ un problema che non dovrebbe stare a cuore solamente a una parte del mondo, ma richiede la solidarietà e la generosità di tutti, nessuno escluso. Bisogna trovare al più presto un modo per combattere la fame definitivamente, sfruttando tutte le risorse in nostro potere. Alcuni imprenditori digitali hanno usufruito della tecnologia per cercare di ridurre la fame nel mondo. Da qui nascono applicazioni come To Good To Go, Birnge the food o Share The Meal. Quest’ultima in particolare si basa sulla condivisione dei pasti con i bambini che non possono permetterseli. Si parte da una somma di 0.50 euro in su per sfamare un bambino. I fondi saranno poi raccolti e i pasti forniti. Si tratta di un progetto che si serve della tecnologia per cercare di risolvere un problema gravissimo e, purtroppo, sempre più diffuso. Chiunque deve fare la sua parte, piccoli o grandi gesti che siano. L’importante è collaborare.

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