Ogni anno migliaia sono le morti causate per incidenti stradali in Italia ed il dato allarmante risiede nel continuo aumento di queste: quotidianamente si sente parlare, nei giornali o in televisione, di incidenti stradali mortali le cui vittime sono sempre più frequentemente giovani. Si contano, infatti, 111 incidenti plurimortali (244 vittime tra cui 6 bambini) registrati nei primi nove mesi del 2019 dall’Asaps. Di questi, 26 sono avvenuti lungo le autostrade, 75 su statali e provinciali, 10 nei centri abitati. Nonostante il -2% (3.310 morti) delle vittime nel 2018 rispetto l’anno precedente, il 2019 parla di un +7% di decessi da sinistri stradali. Si allontana così sempre più l’ambizioso obiettivo del piano UE secondo cui l’Italia sarebbe dovuta scendere nel 2020 a ‘soli’ 2000 morti in quanto le stime proiettano la cifra finale di quest’anno a circa 3.500. Inoltre, si calcola un aumento dei decessi tra i giovani compresi, in particolare, nella fascia di età tra i 15 e i 29 anni. Gli incidenti stradali sono quasi tutti riconducibili a cause comuni. Nonostante le condizioni del fondo stradale, come pure quelle metereologiche e quelle del mezzo di trasporto utilizzato sono a volte determinanti nel favorire gli incidenti, il maggior numero di decessi avviene per l’uso eccessivo dello smartphone che distoglie l’attenzione dalla guida. Il fenomeno, purtroppo, non riguarda solamente gli automobilisti ma addirittura motociclisti e ciclisti. A questa realtà si aggiunge il superamento dei limiti di velocità, il mancato rispetto dei segnali stradali e utilizzo della cintura di sicurezza nonché l’abuso di alcool e di sostanze stupefacenti. Questi ultimi dati sono alla base del maggior numero di reati di omicidio stradale che vedono per lo più, inoltre, una mancata assistenza alla vittima. A tal proposito, è entrata in vigore nel marzo del 2016 la legge sull’omicidio stradale: chiunque causi, per colpa, il decesso di un’altra persona violando il Codice della Strada, è punito con una reclusione da 2 a 7 anni. Questa può variare a seconda delle modalità con cui l’incidente è stato commesso (se si è sotto effetto di alcool e/o sostanze stupefacenti, ad esempio, gli anni di reclusione possono aumentare rispettivamente a 8 e 12 con una variazione a seconda del tasso alcolemico registrato) con la revoca, definitiva o meno, della patente. Inutile dire quali accortezze si dovrebbero prendere al momento della guida: il numero delle morti per incidenti parlano chiaro così come le cause che le hanno provocate; ciò dovrebbe solamente farci aprire ulteriormente i nostri occhi e far aumentare la prudenza che non è mai troppa. Mettendoci su strada dobbiamo avere la consapevolezza che non solo stiamo mettendo a rischio la nostra stessa vita ma anche quella altrui; ma nel momento che questa è stata raggiunta, perché continuiamo ad agire nell’indifferenza fingendo di non sapere o facendo finta di niente? Continuiamo ad utilizzare il cellulare mentre siamo alla guida immortalando il momento in “Stories” sui social, ci immettiamo su strada successivamente ad una serata alcolica, non rispettiamo i limiti di velocità sorpassando, inoltre, nei momenti meno opportuni; ci “dimentichiamo” fatalmente della cintura di sicurezza. Guidare non è un gioco tantomeno un videogioco, non c’è un tasto “riavvia” che ci permette di ricominciare a vivere nell’istante prima che avvenga lo schianto per farsi che questo possa essere evitato. Consapevolezza, lucidità ed accortezza sono caratteristiche che la realtà della strada richiede ed esige.

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