Coco Chanel rivoluzionò il concetto di femminilità, cambiò il modo di vestire delle donne e anche il loro modo di pensare, di pensarsi. Il suo stile voleva esprimere classe, eleganza e anche praticità. Comodità e mascolinità mescolata alla femminilità sono i principi che usò per reinventare le donne.

Coco Chanel nacque a Saumur nel 1883. La madre morì presto e il padre se ne andò, così fu spedita in un orfanotrofio. Nonostante la sua triste infanzia, proprio dalle Suore del Sacro Cuore, Chanel apprese l’antica arte del cucire e tagliare. Sembra siano state le loro vesti ad influenzare i tagli di Coco, quasi monacali e lineari, la maggior parte delle volte candidi e neri.

La stilista fu una buona interprete dei suoi tempi e riuscì a contribuire alla trasformazione della figura femminile. La prima guerra mondiale favorì il cambiamento della donna e del suo ruolo nella società. La guerra portò infatti molte donne a sostituire i colleghi maschi nei lavori, oppure a svolgere attività di volontariato come assistere i feriti di guerra. E sicuramente non potevano svolgere questi doveri indossando l’abbigliamento costrittivo, dettato dallo stile dell’epoca. Coco elaborò allora abiti pratici e semplici donando alla donna libertà di muoversi; disegnò abiti che premiavano l’essenzialità. Introdusse l’utilizzo dei pantaloni da donna studiati per il corpo femminile, accorciò le gonne e abbassò il punto vita, promosse lo stile alla marinara e il jersey come tessuto nobile. Coco desidera una donna slegata dai vincoli dell’uomo, vuole una donna indipendente e dinamica, una donna rivoluzionaria. Non volle mai definirsi femminista ma di certo la sua trasformazione negli abiti femminili coincise con l’esplosione del movimento femminista.

Regina del “genre pauvre” ovvero una povertà di lusso molto moderna e snob. Chanel riteneva infatti che il lusso non fosse il contrario di povertà, bensì l’opposto di volgarità. La sua, una povertà fatta di forme essenziali e pulite. “L’eleganza” dice infatti la stilista “è ridurre il tutto alla più chic, costosa, raffinata povertà”. Quando andava di moda l’abbondanza, Coco sceglieva l’essenzialità e la sobrietà. Il suo stile è passato alla moda come sinonimo di eleganza e modernità unita alla comodità.

Coco non si fece mai frenare dalle regole della società. Trasformò il colore nero, all’ epoca associato al lutto, in un colore da indossare in ogni occasione. Inventò il tubino nero, abito fondamentale nell’armadio femminile. Introdusse il rossetto rosso, acclamato dal movimento femminista come simbolo delle donne che venne considerato un accessorio che le rendeva tutte uguali al di la del ceto sociale. Coco cambiò il pensiero sull’abbronzatura come elemento di bellezza della donna. Se a quei tempi il pallore era sinonimo di nobilità mentre un colore ambrato era associato al ceto povero, Chanel, al ritorno da una vacanza in Costa d’Avorio, fu ammirata per il suo colorito e subito copiata.

Chanel, vera rivoluzionaria, distrusse lo stereotipo della donna dell’epoca e ne creò un altro fatto di libertà e emancipazione. Coco Chanel non solo ha creato una linea di abbigliamento ma un nuovo stile di vita. Regalò alle donne un nuovo modo di vedersi, e soprattutto di essere.

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