Di recente è comparso sulle prime pagine dei giornali il nominativo “Super Mario”. Ma da dove nasce questo appellativo? Si tratta di un onorevole attributo associato di recente a Mario Draghi in seguito alla conclusione della sua carica di capo italiano della Banca Centrale Europea, con sede a Francoforte. Draghi è passato alla storia come il vero e proprio salvatore dell’euro, nel senso che ha concretamente impedito la perdita della moneta unica europea. Il suo mandato di 8 anni è riassumibile in alcuni punti chiave. Il punto di partenza della sua campagna sono state le 3 parole pronunciate il 26 luglio 2012 durante un convegno: “Whatever it takes”, in italiano “A qualunque costo”, quello che sarebbe poi diventato una sorta si slogan psicologico alla base della ripresa dalla crisi europea di allora. Il fulcro del suo operato è stato tuttavia un altro, ovvero l’inizio della vendita di titoli e titoli di stato in cambio dell’immissione di grandi quantità di moneta, la cosiddetta politica “bazooka”. Per questa ragione verrà ricordato come il preservatore della moneta unica, in particolare per l’Italia, lo stato allora più esposto a causa dei debiti. Per questi e altri motivi gli è stato affiancato il titolo di “Super Uomo”, ma chi può considerarsi un super uomo? Per me un super uomo è chi nel corso della sua vita ha operato con riscontri degni di nota a favore di una giusta causa. La storia dell’umanità ha visto succedersi numerosissimi uomini che corrispondono a questa descrizione, a partire dall’antica Roma, per passare ai grandi artisti e musicisti del secondo millennio, fino a pacifisti come Martin Luther King o Nelson Mandela. Personalmente quando penso alla figura di super uomo non riesco a non visualizzare nella mia testa un uomo che ha in tutti i sensi salvato il futuro dell’Europa: parlo di Winston Churchill. Churchill nasce nell’Oxfordshire nel lontano 30 novembre 1874. Dopo un’infanzia difficile si arruola nell’esercito, ma inizia ad ottenere prestigio quando intraprende la sua carriera politica e inizia la sua scalata in Parlamento. Il 10 Maggio del 1940 viene eletto primo ministro in successione di Neville Chamberlain. Si ritrova così alla guida dell’ultimo stato che ancora lottava contro la prepotente morsa nazista, che aveva già sottomesso gran parte dell’Europa. In Parlamento un’accanita opposizione tenta il voto di sfiducia in favore della resa nei confronti della Germania, ma il primo ministro stringe i denti e va avanti, fino a quando, passo dopo passo, con vari sacrifici, non ottiene finalmente le prime approvazioni, fra cui quella del re Giorgio IV e soprattutto del popolo. La conclusione definitiva avviene quando presente il discorso in parlamento che passò alla storia per aver convertito l’intera cerchia parlamentare al proseguimento della guerra, che in caso contrario avrebbe comportato un inevitabile dominio incontrastato del feroce Terzo Reich, con ripercussioni future facilmente immaginabili. Insomma è difficile riassumere in poche parole il suo operato, ma secondo me merita in tutto e per tutto il titolo di super uomo in quanto salvatore dell’Europa e simbolo assoluto della resistenza nazista. Ricevette inoltre, in seguito alla sua autobiografia, il premio Nobel per la letteratura.

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