QUOTIDIANO.NET “Ciao Super Mario”

 

Mario Draghi verrà ricordato per aver salvato l’Euro con il suo “Whatever it takes” e per le sue politiche monetarie non convenzionali. Lascia il suo posto a Christine Lagarde, che porterà avanti il mandato per i prossimi 8 anni. Draghi ha guidato la Bce in uno dei suoi momenti più difficili, infatti, durante il suo mandato ha dovuto affrontare decisioni economiche non molto condivise. Draghi è senza dubbio il primo presidente della Banca centrale europea a occuparsi della questione della sopravvivenza dell’euro ed è il primo presidente della BCE che tutti i cittadini dell’UE conoscono, per nome. Il suo mandato è terminato giovedì 24 ottobre e rappresenta  sicuramente la fine di un’era. È entrato in carica nell’ottobre 2011 e ha dato il via a un programma senza precedenti che ha immediatamente ridotto il costo dei prestiti per gli stati membri dell’UE, aumentando la liquidità.Christine Lagarde “è stata nominata dal Consiglio Europeo del 18 ottobre 2019 per un mandato di otto anni. Si tratta della prima donna che assume la presidenza della Bce dalla sua creazione nel 1998. Lagarde è stata ministro dell’Economia in Francia (2007-2011) e poi direttrice del Fondo Monetario Internazionale (FMI) dal 2011 sino al 2019. Il suo arrivo coincide con il lancio, questo 1 novembre, di un nuovo programma della Bce per l’acquisto di titoli del debito pubblico, approvato a settembre per sostenere l’economia in zona euro. Lagarde ha promesso una Bce con più presenza di donne, e ha sottolineato,  l’importanza della diversità e della garanzia di un trattamento equo.

Nel 2011 Draghi prese in eredità un’Unione devastata dalla crisi economica, dalla disoccupazione e da l’euroscetticismo che stava iniziando a diffondersi in tutto il continente. Otto anni dopo, lascia l’Europa con 11 milioni di posti di lavoro in più.

Con il suo “whatever it takes”, annunciò da Londra nel 2012 il piano di salvataggio per la moneta unica frenando la speculazione sui titoli di stato e rassicurando il mercato che in quel momento era caratterizzato da una grande sfiducia. Con il quantitative easing, manovra di politica monetaria voluta da Draghi, nel 2014 la Bce ha fronteggiato la deflazione e la stagnazione, prevedendo acquisti per 60 miliardi di euro al mese, per portare l’inflazione vicino al 2 %.

Mario Draghi ha affrontato anche la crisi della Grecia, nel bel mezzo della Grande Recessione. La Bce ha cercato attraverso l’ELA (Emergency Liquidity Assistance) di salvare le banche greche. Draghi ha aumentato i tassi sui depositi dal0.4 % al -0.5 % attraverso la manovra fondamentale del tasso ufficiale di sconto che porta alla diminuzione della quantità di moneta in circolazione, con un relativo decremento dei prezzi. Pertanto se il sistema economico è in situazione di inflazione, la Banca Centrale aumenta il tasso ufficiale di sconto attuando una politica monetaria restrittiva. Alla Banca Centrale spetta il governo della moneta, ovvero il controllo della liquidità, la vigilanza sul sistema creditizio ma più in generale la stabilità del sistema finanziario.

Draghi ha incarnato lo spirito dell’integrazione europea difendendo la moneta unica. La sua lungimiranza, la sua determinazione, la sua capacità di rimanere tranquillo in situazioni difficili e il coraggio costituiscono grande fonte di ispirazione per tutti noi.  

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