Non esiste alcun termine che possa descrivere la genialità, l’intelligenza e la forza di Stephen Hawking, astrofisico, cosmologo e matematico che si è occupato dello studio sui buchi neri.

All’eta di tredici anni Hawking inizia ad accusare alcuni dolori, dolori che poi si scopriranno essere l’inizio della malattia che lo accompagnerà per tutta la sua vita: la SLA. Tuttavia, riesce a realizzare i suoi sogni: laurearsi, sposarsi e avere dei bambini. Inoltre, sono innumerevoli gli obbiettivi che è riuscito a raggiungere, a partire dall’ammissione all’Accademia Pontificia della Scienza fino ad arrivare all’elaborazione del concetto di buco nero.

Nonostante la malattia, Hawking non ha mai rinunciato al divertimento e allo svago: è stato protagonista di alcune puntate dei Simpson, di Star Trek e di Futurama, ha collaborato più volte con i Pink Floyd e sulla sua vita e le sue scoperte sono stati girati ben due film (“Hawking” e”La Teoria del Tutto”). Insomma, una vita piuttosto frenetica.

Ma intelligenza e simpatia non sono le uniche qualità che lo caratterizzano. Stephen Hawking era ed è tuttora un grande esempio di umanità e a dimostrarlo sono le parole volte a tutti coloro che soffrono di depressione: “Se senti di essere in un buco nero, non arrenderti, perché c’è sempre una via d’uscita”.

Più che uno scienziato, mi sento di dire che è un modello a cui tutti dovrebbero ispirarsi, la prova che, anche se affetti da una malattia, si può godere e apprezzare la vita in ogni sua piccola sfaccettatura.

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