Quando qualcuno parla di forza io non posso fare a meno di immaginarmi lei: la regina indiscussa del campo da tennis. In una carriera che attraversa tre decenni Serena Williams, tennista afroamericana, non ha mai smesso di stupirci e di dimostrare che è lei che comanda. Potrei stare ore ad elencare tutti i trofei che ha vinto e non scherzo quando dico che so più cose sulla sua vita della sua biografia riportata da Wikipedia ma non lo farò perché non è quello che ha vinto o quanto ha guadagnato a renderla una supereroina. Quando ha cominciato a giocare rappresentava un’assoluta novità; prima di lei mai nessuna era stata capace di imporre le proprie regole di gioco facendole diventare leggi a cui sottostare per non essere annientati dalla sua potenza.  Serena Williams però rappresenta molto più di una giocatrice che ha vinto tanto (tutto a dire la verità) ma è stata capace di andare oltre diventando così una vera e propria leggenda vivente. Serena da tempo è descritta come qualcosa di magnifico; il suo gioco è sempre elogiato da tutti gli esperti; la sua esuberanza in campo paragonata a quella di una belva feroce con gli occhi che buttano fuoco ma non bisogna mai scordare tutto quello che ha passato. Una bambina che, partita da Compton con una racchetta in mano e un sogno nel cuore, ha dovuto guadagnarsi tutto quello che ora ha lavorando sodo ed il doppio rispetto a qualsiasi altro sportivo perché donna e perché afroamericana. Si è battuta per la parità dei sessi e col tempo è riuscita a cambiare molte cose e ha ispirato anche tante giocatrici di colore che dopo di lei sono entrate nel circuito. All’inizio della sua carriera mi sento di dire che non fosse compresa; a molti dava anche fastidio che vincesse tanto e non sono mancati episodi di razzismo che però l’hanno solo resa più forte. La comunità nera infatti sembra quasi rinata da quando c’è Serena nei campi. La Williams non è uguale alle altre, è fuori dagli schemi e quindi sempre al centro delle polemiche. Non ha il cosiddetto fisico standard di una tennista. Non ha un corpo magro, slanciato e tonico ma mascolino, glorioso e muscoloso: bellissimo. Molti pensano che il suo fisico sia un limite; molti lo definiscono grasso nella totale ignoranza mentre altri non capiscono la sua bellezza semplicemente perché abituati dalla società ad un ideale che vede belle solo le persone che un corpo snello. Queste persone non sanno che è proprio grazie a quel fisico che è diventata ciò che è. Un esempio del suo strapotere è Il servizio: quel movimento, tanto bello da vedere quanto devastante, é perfetto e solo lei grazie alla forza che ha nel braccio destro è capace di compierlo con quella dinamicità e precisione. Il servizio non è l’unico colpo che dipende dalla sua potenza per cui quel corpo tanto discusso è in realtà oro colato; una macchina da guerra che ha fatto di lei la più forte di tutti i tempi.  Per molte sue avversarie doverla affrontare significava subire solenni sconfitte e quindi l’hanno sempre temuta e continuano a farlo. Quando mi chiedono: ”Che cosa ha di così speciale?, perché ti piace così tanto?”  mostrando una foto dove sorride dico: ”mi ha regalato la felicità, nei momenti bui il suo sorriso era la mia luce”. Mi ha salvato in un modo che non posso descrivere, nei momenti peggiori lei c’era in qualche modo: I suoi “urli” e la sua gioia mi davano forza. La forza del suo sorriso continua a dimostrare a tutti, tutti quelli che non la rispettavano, a tutti quelli che non credevano in lei che invece ce l’ha fatta.  Ha insegnato a tutti che nella vita bisogna aspirare di essere la migliore versione di se stessi e che è la cosa più importante. Magari non sarò mai una grande campionessa di pallavolo come sognavo da piccola ma ci proverò finché inseguire il mio sogno mi renderà felice. Nonostante non la conosca personalmente mi sento molto fiera di lei; la sua storia è sempre nel mio cuore così come in quello dei suoi milioni di fan in tutto il mondo che sanno apprezzarla. Oggi Serena Williams è una quasi quarantenne ma l’amore per lo sport che tanto le ha donato c’è sempre e nonostante l’età e una bambina da crescere è sempre ai massimi livelli ed il suo impegno non è mai diminuito. Sembra risorgere anno dopo anno. È una campionessa senza rivali e senza tempo e come tutti i campioni è “costretta” a portare un peso che si definisce la condanna dei grandissimi: il dovere di vincere sempre.

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