Costruire muri va oltre voler tener fuori delle persone dal nostro paese e dal nostro cuore. Innalzare muri significa chiudersi in se stessi proprio perché un muro non è solo fisico, e quindi fatto per proteggere il nostro corpo, ma può essere anche molto più astratto, molto più profondo. Se vogliamo, un muro molto più difficile da abbattere perché interno a noi ; questo muro ci blocca la mente e il cuore. Molte persone senza saperlo lo hanno eretto molto spesso per non soffrire; molti hanno maschere che usano per non mostrare mai le proprie debolezze e altri invece lo fanno perché hanno paura di soffrire aprendosi all’ignoto.  Non mi è difficile pensare che nel corso della storia e quindi in periodi dove ancora molte ma molte cose dovevano ancora essere cambiate si pensasse che costruire muri fosse indispensabile per proteggersi ma farlo al giorno d’oggi non lo capisco. Non abbiamo bisogno di protezione; se l’ignoto ci fa ancora paura allora siamo rimasti all’età della pietra. Essere intimoriti da nuovo non fa altro che comprovare la nostra stupidità perché porre muri, limiti, divisioni non serve a niente. Costruendo limiti, stiamo solo impedendo a noi stessi nuove possibilità, speranze e opportunità. Naturalmente non potremo mai sapere come andrà se non ci proviamo. Dico stop alla paura di quello che non conosco e soprattutto stop ai pregiudizi: la gente “buona” e la gente “cattiva” sta dappertutto; se lo conosco non significa che sia migliore.  Nel 2019 dovremmo essere uniti; una cosa sola: il mondo visto come un unico pezzo. Molti anni fa si viveva essendo grati di sopravvivere; si viveva apprezzando quello che di buono la terra aveva da offrire senza chiedere e prendere niente di più. Piano piano però si è cominciato a fare quello che più ci conveniva; l’uomo ha perso l’umiltà del vedersi solo come un abitante del luogo e ha cominciato a vedersi come il padrone della terra. Consumata e distrutta, la terra urla aiuto nel silenzio perché sa che l’uomo è così intelligente e così tanto stupido allo stesso tempo che non capisce che prima o poi sarà l’artefice della sua rovina. L’uomo è assetato di potere; non vivrà mai totalmente in pace con se stesso e con la terra perché non la sa apprezzare. Ancora una volta è bloccato; bloccato da un muro. I muri della storia sono famosi non perché sono stati eretti per qualche scopo preciso ma perché sono crollati. Il collo di un muro va oltre quello che si vede; il crollo di un muro è un simbolo, simbolo della rivoluzione. Quando cade un muro è importante rivivere la storia che ha portato a costruirlo fino a quando è crollato. E bisogna tatuare tutto questo nel nostro cuore perché la sua caduta significa aprire le braccia al cambiamento ed alla novità. Abbattere muri significa imparare dai propri errori. Berlino lo ha fatto ed è stato un’ispirazione per molte generazioni che ne hanno vissuto la costruzione o che ne hanno visto la caduta. Ed a chi non c’era ha comunque dimostrato che tutti hanno la possibilità di fare la cosa giusta. Al giorno d’oggi non è tutto perfetto. Non sempre le persone fanno la cosa giusta e non tutte le persone accettano le differenze; per  questo ancora si continuano a costruire muri. Fare la pace è molto più bello che fare la guerra. Mettiamo da parte le nostre differenze e abbattiamo le barriere perché siamo tutti fratelli.

0
0 Commenti

Lascia un commento

CONTATTACI

Hai una domanda? inviaci una e-mail e ti risponderemo al più presto.

Il Quotidiano in Classe è un'idea di Osservatorio Permanente Giovani-Editori © 2012-2020 osservatorionline.it

Effettua il login

o    

Hai dimenticato i tuoi dati?

Crea Account