Il 9 novembre 2019 sono stati celebrati i 30 anni dalla caduta del muro di Berlino. Con questa espressione si tende comunemente ad indicare il sistema di fortificazione lungo circa 156 chilometri fatto costruire dai tedeschi filosovietici al fine di impedire ai loro concittadini di scappare verso l’ovest. Questa barriera ha, però, tra i suoi mattoni una storia molto dura; infatti, la mattina del 13 agosto del ’61, non solo era stata divisa una città, ma un’intera popolazione che da un giorno all’altro aveva perso conoscenze, amicizie e famiglie. Dopo il 1989 si pensava potesse iniziare un mondo senza più confini, costantemente interconnesso e con un continuo processo di scambi economici, comunicativi e politici. Ma se la globalizzazione ha generato apertura, allo stesso tempo ha dato origine al suo contrario: dalla caduta del muro ad oggi, infatti, le recinzioni si sono moltiplicate, evidenziando processi di chiusura e separazione in netto contrasto con l’ideale che si andava sempre più affermando. Ad oggi sono 70 le barriere innalzate, con altre 7 già finanziate e in via di completamento. Ad esempio la  Grecia e Turchia sono separate da un muro alto 4 metri, ma anche Bulgaria e Turchia sono divise da una rete di filo spinato che corre per circa 200 chilometri, presidiata da militari e guardie di frontiera. Se poi volessimo uscire dall’Europa, potremmo citare il muro tra America e Messico o anche quello tra la Corea del nord e quella del sud.  La principale causa che in questi ultimi decenni ha portato all’innalzamento di molteplici muri è stato il continuo consolidamento di un’ idea che presenta una distinzione fra un “noi” e un “loro” e che comporta la necessità di porre una barriera nel mezzo. Chiaramente non si tratta semplicemente di barriere simboliche. Tutt’altro: come abbiamo visto sono spesso luoghi dove si consumano violenze e repressioni. Nella maggior parte dei casi vengono costruiti affinché la gente non possa migrare da situazioni di povertà e instabilità a più benestanti, “minacciando” in quel modo un equilibrio e una sicurezza che sempre più si ha la percezione di dover difendere da elementi esterni. Ma più si cercherà di rafforzare tali confini per sentirsi al sicuro, più il senso di insicurezza e paura crescerà così tanto che nemmeno più i muri basteranno per contenerlo.

 

 

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