Oltre che dall’ideale di razzismo, argomento di cui ho parlato nell’articolo precedente, il 21° secolo è diviso, in modo concreto, anche dai muri.

Chi non ha mai sentito parlare del muro di Berlino? O del muro che Donald Trump sta costruendo tra Messico e Stati Uniti D’America? Questo solo per citarne alcuni tra i più famosi…ma le barriere erette nel mondo negli ultimi anni costituiscono circa 6.000 chilometri, quindi equivalgono a decine e decine. Di queste, la Grande muraglia cinese è l’unica costruzione umana visibile dallo spazio.

Poi ricordiamo le Peace Lines tra Irlanda del nord e del sud, la Linea Verde tra la Repubblica di Cipro del sud e quello turca a nord, la barriera difensiva tra Israele e la Palestina, quella tra la Corea del Nord e del Sud ed infine il Vallo di Adriano (un antico esempio di costruzione difensiva).

Le barriere, che siano muri, fili spinati o colonne di cemento, sono state costruite per motivi politici o religiosi. Dividono popoli (ma addirittura ricchi e poveri di una stessa nazione), religioni, culture ed etnie diverse; fermano le migrazioni; proteggono Stati o città; …

Sono, quindi, quasi sempre incentivati dagli ideali di intolleranza, odio e violenza.

Io penso che questi muri, queste barriere siano superflui ed eccessivi: sono posti per risolvere problemi, quando in realtà li aggravano ancor di più (come quello della migrazione o dei conflitti militari). Ma , forse, in realtà credo che l’unico motivo di queste costruzioni è porre il dominio del paese che le ha costruite sugli altri e così diversificarsi ed elevarsi impedendo la mescolanza e l’integrazione tra diversi.

In teoria il Muro di Berlino doveva essere l’ultimo esempio di queste incomprensioni, ma come vediamo non è stato così ed oggi ancora l’uomo divide e lacera il mondo.

 

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