Sono passati 30 anni dalla caduta del più famoso muro, quello di Berlino, eretto dal governo della Germania dell’Est nel 1961 e durato fino al 9 novembre del 1989 per impedire l’esodo delle persone dalla comunista Germania dell’est verso la democratica Germania dell’Ovest, quindi verso la libertà.

Questo muro, che finalmente l’ansia dei giovani per un mondo libero aveva distrutto, ha però lasciato una tragica eredità che ha portato negli ultimi decenni alla ricostruzione di altre barriere in tanti altri paesi del mondo come in Messico per limitare il passaggio dei messicani negli Stati Uniti, in Israele per bloccare quello dei palestinesi e in Ungheria per evitare che i popoli dell’Oriente invadano l’Europa. Questi muri, altrettanto vergognosi, hanno però una finalità diversa da quella che il muro di Berlino ha avuto: sono stati alzati infatti per impedire, non la fuga, ma l’ingresso di migranti che scappano dalla povertà e da condizioni di vita che non rispettano la dignità dell’uomo.

Perché tanto egoismo da parte di chi vive fortunatamente in paesi sviluppati e ricchi?

Certamente la paura di perdere parte dei propri privilegi, la paura che si creino situazioni di disordine e quella di perdere attraverso la fusione di culture la propria identità. Timori egoistici, irrazionali e assurdi se si pensa ad un mondo che è ormai è globalizzato e sogna, grazie alla generazione dei grandi cervelli. l’espansione verso altri pianeti.

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