Regula, in latino, è un’unità di misura che indica un limite, ovvero l’unità di misura del nostro agire. Spesso, però, associamo alla parola regola un significato negativo. A nessuno piace sentirsi dire ciò che deve fare o ciò che non deve fare; vorremmo fare quello che ci piace e non fare quello che non ci piace. Tuttavia, dietro a questa norma fastidiosa, si nasconde la possibilità di stare bene con se stessi e con gli altri. Rispettare le regole infatti consente di mantenere l’equilibrio in una società.

Il filosofo Kant sosteneva che la libertà non consistesse nel fare tutto senza regole ma al contrario avere la determinazione di agire nel rispetto delle condizioni morali riconosciute. È difficile, secondo lui, eseguire le regole, infatti è più facile distruggerle o ignorarle, ma sentirsi libero, conoscere i propri limiti è una sensazione impagabile.

Questa unità di misura ormai, purtroppo, non “misura più”. Adesso ognuno si crea le proprie regole, assumendo comportamenti disonesti con se stessi, con gli altri e con l’ambiente. Quante volte gettiamo per terra cartacce, sigarette o gomme da masticare nonostante la consapevolezza di fare del male all’ambiente? Quante volte passiamo con il rosso del semaforo, acceleriamo fino a raggiungere una velocità sopra quella imposta conoscendo il pericolo di provocare un incidente, quindi a danno degli altri? Quante volte non allacciamo la cintura di sicurezza a discapito solo e solamente di noi stessi?

Se consideriamo la nostra vita come una favola ambientata in un mondo senza regole scopriremo che l’entusiasmo iniziale si trasformerà in caos, pericolo e ignoranza ed è quello che sta succedendo. Bisogna perciò assumersi la responsabilità delle proprie azioni e sottostare alle regole soprattutto per i giovani, che sembrano quasi aver perso il lume della ragione, a causa però anche degli adulti che hanno dimenticato il valore dell’educazione. Ora chi segue le regole e si comporta in modo adeguato si sente inferiore agli altri e viene deriso.

Siamo arrivati al punto in cui non ci rendiamo conto dell’immoralità delle nostre azioni, in cui “se la fatto lui perché io non posso?” e in cui sono poche le persone che pensano con la propria testa e non con quella di massa. La scuola insegna l’educazione civica, ma come possiamo convivere se quasi nessuno assume un comportamento effettivamente civile?

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