L’adolescenza è per definizione il desiderio ed il tentativo di infrangere le regole, forse.

L’adolescente è quello strano tipo di essere umano che è perso. Siamo persi perché non sappiamo se definirci grandi o piccoli, potenti o deboli, cresciuti o immaturi. Siamo in una fase in cui un giorno abbiamo le idee chiare sul nostro futuro e siamo pronti a prenderci il mondo, e il giorno dopo non sappiamo neanche deciderci su cosa indossare per andare a scuola. Siamo alla ricerca di noi stessi e ci evolviamo costantemente tentando di comprenderci. A volte non sappiamo nemmeno se vogliamo essere unici e speciali, o se preferiamo scomparire in mezzo agli altri.

Tra i vari dilemmi adolescenziali c’è sicuramente quello riguardante il rispetto delle regole, delle leggi delle norme. Vedo intorno a me ragazzi che vivono quasi nell’ anarchia, ed altri che, ancora a questa età, senza una via prestabilita, dei paletti che delimitano perfettamente la strada, non saprebbero dove mettersi le mani. E poi ci sono le vie di mezzo, come me.

Credo di avere quello spirito di ribellione che prima o poi si innesca in tutti i teenager, giá da parecchio tempo. Non amo le ingiustizie, e difficilmente evito di protestare quando qualcosa non mi va giù.

Da un lato credo che sia un mio pregio, perché quando vedo delle persone, specialmente mie coetanee, che si lasciano scorrere la vita sopra, così come se la ritrovano, senza chiedersi se ci sia qualcosa di meglio che si possa fare, delle soluzioni migliori da adottare, mi innervosisco e rimango delusa perché credo che stiano sprecando dei loro diritti e non si stiano godendo al massimo la loro vita.

D’altro canto però, se una protesta non ha valide argomentazioni, o avviene con leggerezza, per ogni minima situazione non a me favorevole, la mia qualità so trasforma presto in difetto, e difficilmente chi si lamenta sempre viene preso sul serio.

Però le regole implicano anche molto altro. Ad esempio, molto banalmente, se esistono i bidoni della spazzatura e le pattumiere, non vedo il senso di gettare i rifiuti a terra. Alcune norme sono indispensabili per vivere bene, e un mondo senza di esse sarebbe invivibile.

Non amo la maleducazione anche se ammetto di non seguire ferreamente il galateo né di essere assolutamente composta. Cerco, almeno nelle situazioni più comuni, di rispettare le norme presenti.

Un po’ come tanti, il desiderio del proibito c’è, e spesso, senza esagerare, mi capita di cadere in tentazione, ma credo non sia nulla di preoccupante, quasi un bisogno fisiologico dell’adolescente tipo.

Come accennavo all’inizio, ci sono molti ragazzi che, al contrario, senza delle dritte non si sentono a proprio agio, e credo che questo sia sintomo di un’educazione “affiatata”, che non lascia libera la persona di riconoscere che al di là della propria porta di casa ci sia anche altro. Questa credo che sia una delle educazioni peggiori, perché, non forma la criticità del ragazzo, che vive in una sorta di bolla proprio nella fase più delicata della propria crescita.

All’opposto ci sono poi coloro che desiderano l’anarchia, e, diversamente, coloro che hanno l’istinto di infrangere ogni regola. Alla fine i risultati delle loro azioni sono equivalenti, soltanto che nel secondo caso spesso è l’esagerata proibizione che fa scattare questo bisogno.

In conclusione si sa che noi adolescenti siamo una specie davvero particolare, difficile da decifrare ed impossibile da comprendere a pieno. L’unica soluzione per gestirci credo sia essere moderati, mai “troppo” niente, lasciarci le nostre libertà il giusto, e farci capire autonomamente come crediamo sia meglio comportarci.

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