Quando si pensa al lavoro dell’insegnante, spesso l’attenzione si posa sulla preparazione culturale e sulla competenza didattica, considerati i pilastri su cui dovrebbe fondarsi questo mestiere.

Titoli di studio, corsi di aggiornamento, ore dedicate a ideare progetti innovativi, capacità di padroneggiare diverse strategie didattiche, tutto questo fa indubbiamente di un docente un buon docente.

Ciò che talvolta sfugge è il lato più nascosto dell’insegnamento, quello che chi sta fuori dalla classe non può percepire né valutare, quello che viene sommerso dalle mille incombenze burocratiche, dalle verifiche, dalle pile di quaderni da correggere: la relazione umana tra alunno e insegnante.

Difficile da percepire.

Perché la relazione umana è qualcosa che si crea nel tempo, che incontra ostacoli e mette alla prova le parti coinvolte, che ci costringe a misurarci con noi stessi e, cosa ancora più faticosa, a metterci in gioco come esseri umani.

È senza ombra di dubbio difficile incanalare in un unico binario prevedibile e misurabile tutta la gamma di elementi e di variabili che intervengono in una relazione di questo tipo, ma è proprio questo a far un buon docente.

Sarebbe tutto sicuramente più semplici se difronte alla cattedra ci fossero tutti alunni intelligenti, svegli, sempre pronti, attenti e curiosi; la verità è che noi alunni spesso diventiamo maleducati, pigri, non riusciamo a tenere l’attenzione per l’intera lezione, è vero. Ma prima di tutto siamo persone, magari con voglia di fare ma probabilmente poco catturati da ciò che un professore ci presenta. Ed è qui che il buon docente fa la differenza. E non è colui che non dà alcuna regola, che non riesce a gestire il chiacchiericcio, quello che se ne frega di far arrivare un determinato concetto a tutti. Ma anzi, il suo obbiettivo è quello di farci uscire dal liceo con un buon bagaglio, perché quando spiega l’intera classe lo segue e che quando ha bisogno di farsi sentire, lo fa.

A proposito di ciò, penso che le regole che detti il professore siano fondamentali per una buana convivenza che duri a lungo.

Il rapporto non è tra un alunno e il docente, quando si è in classe ci possono essere anche venti alunni e con tutti il docente deve aver trovato questa specie di rapporto, perché no, basato anche su regole e rispetto.

Le regole entrano a far parte di noi fin dai primi anni di vita dettate dai nostri genitori che non vogliono altro se non impartirci una buona educazione.

Ma nel corso della nostra vita troveremo sempre qualcuno che ci imporrà delle regole da seguire, ed essendo la scuola un ambiente di vita deve imporci limiti da rispettare per far in modo che riusciamo a tenere in considerazione che usciti di li dobbiamo essere persone pronte a condividere e collaborare con il prossimo, ma anche rispettare i nostri doveri, essere puntuali e precisi.

 

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