Sin da piccoli ci vengono dettate delle regole che sono alla base dei nostri comportamenti primari. Ci viene detto che non si devono mettere le dita del naso, che dobbiamo fare ciò che i nostri genitori ci dicono di fare, di salutare sempre le persone e di essere gentili con loro. Noi quindi assorbiamo queste regole, le facciamo nostre al punto da non ricordarci più che qualcuno prima ce le ha dettate. Successivamente andiamo a scuola e qui ci vengono date ancora altre regole, come chiedere il permesso per andare in bagno, chiamare il proprio punto di riferimento con i termini maestro/maestra o professore/professoressa, essere sempre rispettosi con i nostri compagni e aiutarli nel momento del bisogno. Ma più si diventa grandi più le regole a casa si differenziano e ne nascono anche di nuove come: non usare il telefono troppo a lungo, non uscire troppo, studia, fai i compiti, pulisci la tua camera e vai a dormire presto. È un continuo susseguirsi di regole che ci portano alla vita da adulti dove queste sono di tipo diverso, ma alla fine hanno lo stesso effetto. Questi sono solo alcuni dei principi ai quali ogni persona deve stare, ma non è per tutti così. Ci sono bambini ai quali viene tolta l’opportunità di essere tali. A questi piccoli uomini, durante i periodi di guerra, viene promesso il Paradiso in cambio della loro stessa vita, indossando una cintura esplosiva e arrivando dritti alla vita eterna. Questa è la realtà di un bambino qualsiasi che semplicemente si fida e compie le regole dettate da chi più gli stava accanto, questi bambini sono chiamati kamikaze o guerrieri. Oppure piccole bambine costrette dalle loro famiglie a sposare un uomo anche molto più grande di loro. Queste sono alcune delle diverse sfaccettature delle regole che sono sia positive che negative, ma sta a noi capire se esse ci fanno stare bene, o sono solo motivo di sofferenze.

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