Il 25 novembre 2019, più precisamente alle ore 10:38, il deputato del PD Filippo Sensi pubblica una foto su Twitter e ironizza sulla presenza dei suoi colleghi il lunedì mattina in aula. Quello stesso lunedì, di fatti, a Palazzo Montecitorio, doveva essere discussa la situazione provocata dai terremoti in Italia e l’emergenza ambientale. Doveva. Perché la mattina, in aula, erano presenti solo 35 deputati su 630.

Sono passati tre anni dal sisma che aveva colpito le regioni del Centro Italia e raso al suolo città intere, lasciando i cittadini senza un tetto sotto cui vivere. E ancora dopo tre anni, gli sfollati sono circa 50 mila. Stando al rapporto della Protezione Civile, 38 mila persone non hanno ricevuto una nuova abitazione e altre 80 mila richieste devono ancora essere presentate. In questa situazione di sconforto e di angoscia, sembra che l’Italia preferisca non reagire, non affrontare il problema, ma restare a guardare. O almeno, è questa l’immagine che tramanda attraverso quelle aule vuote.

L’Italia, geograficamente parlando, per la sua posizione, è uno dei Paesi con il più alto rischio sismico. E, sfortunatamente, si è capito. Tuttavia, nonostante questo, il Governo non vuole agire, non vuole dare serenità e gioia a chi, da tre anni a questa parte, non ha una casa dove vivere o una città dove lavorare. Questa è l’ennesima prova di come l’Italia non funzioni. E non sarà neanche l’ultima.

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