Non è di certo una novità che, in quasi tutte le città del mondo, ovunque ci si giri, si possano osservare scritte o graffiti sui muri. Sebbene possa risultare un argomento sciocco, la “street art” ha causato diversi malcontenti in diverse città italiane.

Ravenna, ad esempio, ha dato vita ad una vera e propria battaglia contro i writers (chi fa “street art” è chiamato così). Accanto a Ravenna troviamo Bologna che, a causa delle innumerevoli scritte o graffiti, non può diventare patrimonio dell’Umanità. È bene fare una distinzione, però, tra chi considera la bomboletta un modo per imbrattare e sporcare e chi, contrariamente, ne fa lo strumento per coltivare una vera e propria passione. Tuttavia, chi è responsabile di imbrattamento, può arrivare a scontare una pena massima di un anno in carcere o una multa che va dai 103 euro ai 3000 ( si ragiona in base all’importanza del bene che viene rovinato). 

Al fine di raggiungere un punto comune, sarebbe una buona idea mettere a disposizione dei luoghi utilizzabili solamente per fare graffiti. In questo modo non solo le città non verranno sporcate, ma verrà data la possibilità di praticare la propria passione a chi considera la “street art” una cosa seria. 

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