Chi scrive può avere solo penna e foglio? Il graffitismo può essere segno di libertà?

Ognuno deve battersi per il proprio diritto di parola e, una volta raggiunto, non è accettabile che il messaggio venga semplicemente cancellato. L’espressione di tutte le persone è delineata dalla profondità di ciò che si prova e da quanto questa possa rendere fragili. Non è opportuno imporre agli altri come dar voce ai propri ideali, piuttosto è necessario concedere libero arbitrio.

I graffiti nascono come manifesto del disagio popolare all’ interno delle grandi città passando dall’essere una semplice deturpazione urbana fino a diventare una vera e propria forma d’arte. Oggigiorno è tollerata solo una di queste forme: la street art, considerata la più esteticamente affascinante. Il resto è visto con occhi diversi, giudicato come atto vandalico e punibile per legge. Il malfattore, commettendo un crimine che non si limita a rendere indecorosa la città ma che, addirittura, manca di rispetto ai concittadini, dovrebbe rimediare riverniciando le pareti danneggiate.

Bisogna, però, precisare che il contenuto dovrebbe essere preso in esame qualora tratti un tema di denuncia. Nonostante l’atto sia reato, il pensiero non è condannabile, le parole hanno un loro peso e sono scritte per motivi che non sono da sottovalutare.                                 Si arriverebbe a censurare la voce del popolo.

“In un paese in cui regni apertamente il dogma della sovranità del popolo la censura non è solo un pericolo, ma anche una grande assurdità.”                                                                                   (Alexis de Tocqueville)

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