Tutti abbiamo visto almeno una volta per le strade muri imbrattati o treni pieni di scritte colorate, ma effettivamente quanti di questi hanno un significato o portano un messaggio?

I graffiti più frequenti sono scritte spesso senza senso, insulti verso conoscenti o addirittura personaggi politici.

Ma quando possiamo considerarli imbrattamento o street art? Prendiamo come esempio Bansky o Blue, che sulle pareti dei palazzi di Bologna si esprimono con immagini spesso forti e cariche di significato, che fanno rifelettere sulla società di oggi. Questa è considerata street art, che anche se illegale, regala alla gente una visione piacevole.

Casi come quello di Batia Asan, invece, in cui con una bomboletta scriveva sui muri “ti amo Batia Asan”, sono solo casi di imbrattamento, in cui qualcuno si autocelebra per sentirsi più forte e apprezzato.

La street art di per se non è sbagliata, esprimere la propria arte liberamente non è un reato, ma si dovrebbero a parer mio adibire delle aree appositamente per questo tipo di arte, e proibirla in altre. Girare per una città e vederne i porticati pieni di scritte, colorate, sbiadite, disegni osceni, non è di certo piacevole e dovremmo perciò prendere provvedimenti più seri su questo tipo di “artisti”.

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