Il graffitismo nacque verso l’inizio degli anni 70 in più città degli Stati Uniti D’America in maniera del tutto spontanea, quasi come un atto di ribellione nei confronti dei fenomeni artistici che si andavano consolidando in quegli anni. I graffitisti vogliono trovare quell’immediatezza e quella spontaneità che il design o la Pop Art stavano escludendo dai loro obiettivi. All’inizio cominciò come arte di strada ad esclusivo utilizzo dei giovani newyorkesi di colore, in un secondo momento divenne strumento di comunicazione tra gruppi punk fino ad arrivare a quello che è oggi: un vero e proprio movimento artistico. Il graffitismo consisteva, e consiste tutt’ora, in scritte o disegni sui muri della città, realizzati con bombolette spray. I luoghi di maggiore concentrazione sono le gallerie, le metropolitane o le stazioni.

Nei media il graffitismo prende il nome di Street Art. ogni artista che pratica Street Art ha delle motivazioni personali: c’è chi lo utilizza come ribellione al sistema economico e politico, chi per condividere le proprie opere e le proprie passioni. Questo desiderio di riappropriasi del proprio territorio, invadendo luoghi pubblici con bombolette spray e colori brillanti, ha come obiettivo principale quello di liberare l’uomo e, come ogni forma d’arte, quello di farlo esprimere al meglio. Infatti, secondo l’artista Bansky «i graffiti sono stati utilizzati per dare inizio a rivoluzioni, fermare le guerre e in generale sono la voce delle persone che non sono ascoltate» e secondo invece Haring «l’arte dovrebbe essere qualcosa che libera l’anima, favorisce l’immaginazione ed incoraggia la gente ad andare avanti»

La società di oggi considera, purtroppo, questi graffitisti vandali; vandali senza scrupoli, coloro i quali decidono di imbrattare il materiale urbano. Un’ altra volta purtroppo, però, la società di oggi non conosce bene la differenza tra arte e vandalismo e tra bellezza e illegalità e artisti come Haring, Bansky o Blu hanno più volte cercato di spiegarglielo. I loro graffiti infatti non devono essere considerati illegali o atti di vandalismo in quanto sono una grande risorsa per l’intero patrimonio artistico. I loro disegni infatti sono vere e proprie opere d’arte che ci spingono a riflettere sulle difficoltà e sui difetti della stessa società.

«Alcune persone vogliono rendere il mondo un posto migliore. Io voglio solo rendere il mondo un posto più bello» -Bansky.

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