“Noi non abbocchiamo alla politica tradizionale”. Come segno caratteristico delle loro manifestazioni, questi attivisti sfoggiano un’immagine strana, quella delle sardine. Niente striscioni o partiti, ma una semplice linea politica, quella dell’antifascismo, e con un grande obiettivo, quello di reprimere i discorsi di odio rappresentati dal leader della Lega Matteo Salvini. Il simbolo delle sardine non è banale: un piccolo pesce, silenzioso e laborioso.

Il movimento delle sardine è nato agli inizi di questo novembre ed è stato fondato da una iniziativa spontanea su Facebook da un gruppo di quattro millennials, in opposizione al dominio mediatico della Lega in occasione delle prossime elezioni in Emilia Romagna. Tutto è cominciato a Bologna: mentre il leader della Lega annunciava una manifestazione nel palazzo dello sport, il 13 novembre, per lanciare la campagna per le elezioni regionali del 26 gennaio 2020, in piazza Maggiore, nel centro della città, le sardine si sono date appuntamento ‘strette, strette, come in una scatola’ per simboleggiare la loro coesione contro l’estrema destra. 15 000 sardine ma il raduno è stato tranquillo, i pesci sono muti.

Un fenomeno che iniziò da Bologna, ma passò poi per Modena, Sorrento e arrivando a Roma, dove, anche qui, 35 000 persone hanno deciso di farsi sentire.”è un fenomeno che ha una forza incredibile, straordinaria”, ha detto Pietro Bartolo, medico di Lampedusa, il quale partecipò alla manifestazione e proprio grazie al quale capiamo il loro scopo principale: “questo fenomeno accomuna tutte quelle persone che si basano su quei valori che danno un senso alla nostra vita, che sono l’accoglienza, la fratellanza, l’amore, che sono il rispetto dei diritti umani, il rispetto del diritto alla vita, dell’ambiente, dei diversi, dei disabili. Rispetto: questo è quello che vogliono le sardine. Quindi questo essere insieme è diventato come un corpo unico che, appunto stando insieme, può ovviamente difendersi meglio dagli attacchi di chi invece vuole distruggere la nostra società, la nostra democrazia, la nostra costituzione, e vuole anche distruggere quella grande istituzione che si chiama Europa. Dobbiamo fare in modo che i politici inizino a fermarsi e a riflettere e ad affrontare i problemi che abbiamo, i veri problemi, che non sono sicuramente l’immigrazione, con razionalità, con intelligenza e lungimiranza”.

Questo movimento del popolo si sta dunque diffondendo in tutto il paese, anche se per Matteo Salvini sono solo degli ‘imbecilli dei centri sociali’. La coalizione di centrodestra governa già in 12 delle 20 regioni italiane. E in Emilia-Romagna le elezioni si terranno il 26 gennaio del prossimo anno. Nessuno nel governo dubita che se il 26 gennaio Salvini vincerà in Emilia-Romagna sarebbe troppo difficile continuare a governare come se nulla fosse successo. Con una sinistra a pezzi e un Movimento 5 stelle diviso, le uniche che sembrano prendere sul serio la situazione sono appunto le sardine.

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