Le piazze si riempiono di nuovo, grande è l’eco che producono le sardine.

Tanti si chiedono da chi sia costituito questo esercito, che si batte contro l’assurdo idee di ricordare agli italiani i principi base per vivere in una società civile. Esorcizzare l’odio che si sta diffondendo, forse perché cartina tornasole di un’Italia che fatica ad essere cosmopolita, è il loro obbiettivo.

Molti pensano che le sardine sia frutto di una strumentalizzazione politica, altri, invece, sostengono che il pesce azzurro non ha mai ucciso uno squalo. Be’ entrambi potrebbero avere ragione, ma la verità è che se tutti la pensassero così non sarebbero mai esistite folle di gente a battersi nelle piazze in cerca di diritti, ora scontati ai nostri occhi. Certo questi ragazzi non saranno i rivoltosi del nuovo millennio, però, quanto meno, hanno avuto il coraggio di urlare al mondo il loro pensiero, cosa non scontata di questi tempi. Quello che si può reputare più o meno condivisibile è l’accanirsi contro uno specifico soggetto politico, che resta pur sempre una persona. Quando, invece, si dovrebbe demonizzare le idee, frutto di un diffuso e immotivato sentimento d’odio verso una specifica parte della popolazione. Ad ogni modo penso proprio che fosse giunta l’ora, che gli italiani scendessero di nuovo nelle piazze per fare finalmente, nuovamente politica. Una parola che sembra essere diventata un tabù, perché purtroppo, molto spesso, non si comprende la differenza tra politica e partito.

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