Tutto è iniziato a Bologna dove un flash mob in Piazza Maggiore è stato organizzato da quattro ragazzi, niente bandiere né simboli di partito ma migliaia di persone in piazza unite dallo slogan “ Bologna non si lega”, da un simbolo quello delle sardine. Dopo Bologna anche a Modena le Sardine hanno riempito piazza Grande. A Reggio Emilia in tanti sono scesi in piazza , a Palermo migliaia di Sardine scese a protestare per una politica diversa. È il movimento delle Sardine che dopo Genova ha riempito la Piazza di San Giovanni a Roma con una presenza di oltre 35 000 sardine.

Tutto nasce da quattro ex coinquilini bolognesi i quali pensano che la città debba trovare una risposta al tentativo leghista di cancellare anni di storia di centro-sinistra. E soprattutto, sente la necessità di rispondere ai toni populisti della politica odierna. Ad una settimana dall’arrivo di Salvini, escogitano la formula della Sardine in piazza. Il movimento si basa su quei valori come la fratellanza, l’accoglienza, l’amore e il rispetto per i diritti umani. Questa gioventù si è mostrata compatta, coerente e capace di trasmettere una volontà di stare. L’obbiettivo di tutte le sardine che nei diversi giorni hanno riempito intere piazze italiane è solo uno: la lotta contro i populisti., sfidare con la partecipazione civile senza insulti nè violenza, ma con musica e allegria. “Siamo semplici sardine che da un concetto semplice hanno risvegliato un grande movimento democratico che in meno di due settimane si appresta a portare decine di migliaia di liberi cittadini nelle piazze a dire NO allo schifo che viene gettato addosso all’essenza della democrazia: la partecipazione.”

Le polemiche verso questo movimento non sono di certo poche:  a molti è sorto infatti il dubbio che si tratti di una manovra del potere politico di sinistra. Tuttavia il leader della Lega Salvini ha negato qualsiasi timore sul movimento, anzi ha mostrato una disponibilità al dialogo. Nel frattempo però i numeri online stanno crescendo e nelle piazze sembra davvero esserci posto per tutti, perché, come si legge nel primo post dell’iniziativa, “ di questi tempi è meglio stringersi che perdersi”.

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