«Dall’inizio dell’anno scolastico tutte le mattine alle 8, chiediamo agli studenti di depositare i cellulari in un cassetto. Li riconsegniamo alle 14, quando escono dalla scuola. Finora ne abbiamo concesso l’uso durante l’intervallo, ma ora stiamo provando a vietarne l’uso per sei ore consecutive». Cerchiamo di fargli capire che serve anche per trovare la fidanzata. Stando sempre a testa bassa su smartphone e Iphone gli adolescenti imbastiscono relazioni virtuali, correndo il rischio di finire l’anno scolastico senza conoscere il compagno di banco. Un paradosso».– così Paola Frontini, dirigente della Scuola Regionale Alberghiera e di Ristorazione di Riccione, spiega il provvedimento adottato presso il proprio istituto.  Il nuovo divieto, mirato a favorire la comunicazione ma soprattutto a contrastare la dipendenza da smartphone., ha suscitato una forte polemica tra gli studenti dell’istituto e la questione ha avuto tanta risonanza da portare, anche sui social, all’avvio di una discussione: mentre qualcuno si schiera con la dirigente Frontini, condannando fortemente l’uso dei cellulari a scuola, qualcun altro ne difende invece l’utilizzo, sostenendone l’utilità. Anche la mia opinione si schiera da quest’ultima parte. Sebbene un uso eccessivo degli smartphone abbia conseguenze negative, ritengo che vietarne l’uso porterebbe esclusivamente i ragazzi a vedere i cellulari come strumenti proibiti offuscandone le potenzialità ed inoltre aumenti esclusivamente la voglia di trasgredire. Se garantita la giusta maturità infatti, l’utilizzo dei cellulari sarebbe solo favorevole all’ apprendimento e alla didattica: proprio attraverso l’insegnamento scolastico gli studenti potrebbero comprendere le vaste opportunità offerte dalla rete e cambiare così la propria percezione dei cellulari da esclusivi strumenti di svago ad occasioni per aprirsi a nuove conoscenze. Inoltre, in prospettiva di un futuro basato sulle tecnologie, spetta in primo luogo alla scuola aprire gli orizzonti: necessario sarà insegnare il dominio dei singoli ambiti disciplinari con l’elaborazione delle loro molteplici connessioni verso l’avvio di una nuova fusione tra scienza, discipline umanistiche e tecnologie.

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