Secondo i più recenti dati Istat, l’emigrazione degli italiani, fenomeno del quale in passato si rendevano protagonisti i ceti meno abbienti della popolazione provenienti prevalentemente dal sud, ora ha come protagonisti i giovani laureati provenienti dal settentrione che, potendoselo permettere, si trasferiscono in altri Stati (principalmente nordeuropei), per avere migliori condizioni di vita ed opportunità di lavoro, viste le grandi problematiche che il nostro Paese sta attraversando: mancanza di opportunità lavorative in diversi settori, burocrazia che rallenta a dismisura anche il più semplice dei progetti e scarso interesse della classe politica verso il proprio Paese, solo per citarne alcuni. Il problema maggiore di questo fenomeno è tuttavia il suo essere un cane che si morde la coda; i laureati che vanno in altri Paesi per fuggire dai problemi dell’Italia ne creano altri a valanga, come ad esempio la creazione di buchi generazionali che rendono problematico il pagamento delle pensioni e la mancanza di persone preparate che possano contribuire allo sviluppo del settore lavorativo. Chiunque ha il pieno diritto di scegliere e crearsi un futuro è però anche vero che ogni decisione che viene presa ha conseguenze più o meno importanti e sarebbe senz’altro positivo se le generazioni più giovani scegliessero di cercare di risolvere gli enormi problemi che ha il nostro Paese.

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