L’emigrazione continua senza sosta. Ebbene sì, un fenomeno che ha radici molto profonde, risalenti agli anni appena successivi all’ Unità d’ Italia (1861), prosegue incessantemente, ma questa volta cambiano i soggetti: infatti questo processo prese piede nel nostro Paese perché c’era la necessità e la volontà da parte dei più poveri proprietari terrieri, che risiedevano principalmente nel sud della nostra penisola, di tentare la fortuna in un’altra Nazione. La maggior parte degli emigranti sceglievano come destinazione l’America, con New York come meta preferita. Oggigiorno la situazione è cambiata: infatti la nuova ondata di espatrio sta svuotando l’Italia centro-settentrionale. Ma quale è la reale differenza tra i precedenti periodi storici con la nuova emigrazione? Senza dubbio alcuno la provenienza: come già detto precedentemente i territori più colpiti da questo fenomeno erano quelli del Mezzogiorno, mentre adesso quasi il 70% dei nuovi migranti italiani proviene da una regione del Nord o del Centro del Paese. Un’altro momento nel quale le regioni settentrionali della nostra penisola superarono il saldo migratorio del Sud fu nel 2009, anche se tale questione precipitò nel 2011 con l’arrivo della crisi. L’attenzione dei giornali si è concentrata sulla “fuga di cervelli”, e in effetti se si guardano i dati Istat, si nota subito come la percentuale di italiani laureati che si sono trasferiti all’estero è passata dal 25,2% del 2008 al 31,7% del 2017, con un chiaro trend di crescita. Ancora peggiore è la situazione dei diplomati, che infatti dal 28,9% del 2008 è momentaneamente arrivata al 34,3%. Le mete più gettonate, dove oltre tre quarti di italiani si sono trasferiti, sono la Germania, il Regno Unito, la Svizzera, ma anche Paesi americani come il Canada e il Brasile. Il motivo principale che spinge i giovani italiani a cambiare Stato è la forte disoccupazione che c’è ormai da qualche anno nella nostra penisola. A mio modo di vedere, però, tali “cervelli” non dovrebbero scappare dall’Italia, bensì continuare a risiedervi per trasformarla e migliorarla così da renderla un luogo piacevole in cui vivere.

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