Secondo alcuni studi, dal 1861 ai giorni nostri, nel nostro paese circa 35 milioni di Italiani sono emigrati verso altre terre. Chi partiva per mete, a volte, molto lontane e pericolose da raggiungere per assicurarsi ricchezza e vantaggi a livello fiscale, come In Germania, Svizzera, Stati Uniti. C’era anche chi, più recentemente, emigrava per spostarsi da sud a nord sempre per il fascino della ricchezza che a nord si respirava a differenza del sud. Inoltre, da alcuni anni, emigrano moltissimi laureandi dal sud verso altre terre dove possono trovare un lavoro stabile e molta più meritocrazia. I numeri di quest’ultimi ammontano a circa 250 mila ragazzi negli ultimi 10 anni, statistiche direi molto preoccupanti per il nostro paese, da non sottovalutare anzi lo Stato dovrebbe rendersi conto della grossa perdita che sta subendo e intervenire al fine di recuperare questi giovani a potersi realizzare a casa nostra. Se queste emigrazioni continueranno, la popolazione diminuirà vertiginosamente, lo sviluppo del nostro paese sarà compresso, perciò l’Italia deve rimboccarsi le maniche e iniziare un lavoro di re-inclusione di queste menti dando a loro tutto quello che all’estero equivale alla normalità come ad esempio una burocrazia molto più semplice, un fisco meno sfiancante, rispetto delle regole e molteplici opportunità di lavoro, tutte cose che renderebbero l’Italia un paese quasi perfetto e alla pari di altri.

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