L’espressione “fuga dei cervelli” indica l’emigrazione verso Paesi stranieri di persone di talento o alta specializzazione professionale formatesi in madrepatria. Spesso vengono usate queste parole per descrivere anche l’immigrazione delle persone italiane verso l’estero, quindi verso un nuovo futuro e un lavoro che molto probabilmente in Italia non hanno trovato. Questa espressione puo’ essere anche riferita ad una immigrazione interna, cioè la popolazione del sud che va a vivere al nord sempre per gli stessi motivi, una migliore istruzione o una migliore opportunità di lavoro. Le cause sono da ricercare, senza ombra di dubbio, nel mutato contesto lavorativo e professionale, ormai globalizzato, soprattutto se si guarda al sistema imprenditoriale e industriale. E così diviene quasi obbligatoria un’esperienza all’estero, perché arricchisce il curriculum e il bagaglio di competenze. Ciononostante, è più difficile accettare l’emigrazione a tempo indeterminato dei nostri giovani dovuta a mancanza di lavoro e di opportunità. Tale condizione, infatti, non nuoce solo alle famiglie in termini umani e affettivi, ma anche e soprattutto, in termini sociali ed economici, al territorio nel quale questi giovani hanno vissuto e si sono formati. Parlando di dati veri e propri invece è arrivato il 1° agosto l’ultimo Rapporto annuale dello Svimez, l’Istituto per Sviluppo dell’Industria nel Mezzogiorno, secondo il quale, negli ultimi 16 anni, hanno lasciato le regioni meridionali 1 milione e 883 mila residenti. Di questi la metà ha tra i 15 e i 34 anni, un quinto sono i laureati e ben 800 mila non sono tornati. Ma invece di pensare negativo perchè non pensare che questi ragazzi laureati e non, faranno delle bellissime esperienze, perchè fare esperienze, lavorative e formative, lontano dal proprio territorio, dovrebbe essere un male, anzi. Invece di pensare che questi ragazzi siano andati via dovremmo pensare a migliorarci per far in modo che nessuno vada più via anzi che altre persone vengano a visitare l’Italia e magari a starci anche.

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