Fenomeno sociale ed economico, la fuga dei cervelli è un tema fondamentale, la vera emergenza migratoria. “Ogni volta che un laureato lascia il nostro Paese sono 250mila euro che se ne vanno delle nostre e vostre tasse, se una persona fa un dottorato sono 300mila euro. Noi stiamo perdendo milioni di euro attraverso una fuga di cervelli che abbiamo formato con le nostre risorse”. così il ministro dell’Istruzione Fioramonti esprime il proprio disappunto sulla questione spiegando come, con il flusso di laureati che varcano i confini, gli altri Paesi si arricchiscono delle competenze regalate dall’ Italia. Secondo i dati del rapporto Migrantes, nel 2017 sono 243 mila gli italiani partiti, il 3% in più rispetto al 2016 e continuano ad aumentare in anno in anno dirigendosi verso un ampio numero di Paesi, tra cui, più gettonati, ritroviamo il Regno Unito seguito dalla Germania (16,5%) dalla Svizzera (9,9%) e dalla Francia (9,5%). I motivi a spingere i giovani laureati a cercare fortuna altrove sono principalmente, secondo le indagini l’alto tasso di disoccupazione e soprattutto la mancata meritocrazia, problemi purtroppo impossibili da nascondere nel nostro Paese. Tuttavia, il fenomeno porta a porsi una domanda: è giusto emigrare all’ estero lasciando l’Italia, dopo il lungo percorso d’ istruzione garantito, priva di riconoscimenti o bisognerebbe, proprio a partire da ciascuno, tentare di ricostruire quello che manca e riservare le buone menti a chi le ha formate? Secondo il mio parere, sicuramente la scelta più conveniente per i giovani laureati sta nel cercare lavoro altrove: sebbene l’istruzione venga garantita dal sistema italiano spetta ai giovani scegliere cosa fare delle proprie abilità e il cambiamento deve perciò in primo luogo essere apportato al sistema lavorativo.

                                                                                                                                                  

0
0 Commenti

Lascia un commento

CONTATTACI

Hai una domanda? inviaci una e-mail e ti risponderemo al più presto.

Il Quotidiano in Classe è un'idea di Osservatorio Permanente Giovani-Editori © 2012-2020 osservatorionline.it

Effettua il login

o    

Hai dimenticato i tuoi dati?

Crea Account