Un tempo molti italiani (a partire dal ottocento fino alla prima guerra mondiale) viaggiavano per lunghi e stressanti viaggi per migliori condizioni o anche solamente per poter mangiare. Si contano circa 8 milioni di emigrati all’estero.

Le mete più popolari erano :’l America Latina, gli Stati Uniti. E i maggiori espatri provenivano principalmente dal sud Italia.

Esisteva anche l’ emigrazione interna cioè i meridionali che si spostavano verso il nord.

Al giorno d’oggi molti sono i laureati considerati “cervelli” che si spostano all’estero. L’ISTAT ha rilevato circa 816 mila laureati che si sono spostati dall’Italia in dieci anni.

I “cervelli” sono soprattutto della Lombardia (22 mila), Veneto, Sicilia, Piemonte e Friuli.

Le mete più popolari erano invece :Regno Unito, Germania, Francia,Svizzera, Canada, Spagna e il Brasile.

Dell’esterno attira la poca burocrazia, il fisco basso, il rispetto per le cose pubbliche e soprattutto le maggiori opportunità di lavoro .

Per far sì che questi così detti “cervelli” non se ne vadino dall’Italia la si dovrebbe cambiare nella Nazione che ci piace per non rinunciare alla classe dirigente che abbiamo preparato. 

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