Dopo l’avvento dell’era digitale il mondo era molto restio a lasciare libertà di movimento ai nuovi mezzi di comunicazione, tutto è cambiato con un salto generazionale, che ha creato una nuova filosofia che ci porta a giustificare quello che può sembrare un furto di informazioni personali, ma sono tutti bravi ad accusare Google, o altre multinazionali nello stesso campo, di violare la nostra privacy, un punto di vista decisamente soggettivo, che non permette una corretta visione dei fatti, ovvero che Google, e altri, prima di personalizzare per ogni utente la navigazione su internet, e le pubblicità su di esso, ci chiede un permesso che ormai nessuno legge più, tutto ciò si trasforma in una geniale tecnica di marketing, d’altronde se noi per primi non ci interessiamo di leggere cosa comporta l’accettazione di quei documenti, perchè dovrebbe rimetterci l’azienda che ce lo ha proposto?

Un concetto difficile da accettare, ma che fa parte ormai della nostra vita di tutti i giorni, infatti le nostre azioni quotidiane sono ormai dipendenti da funzionalità di smartphones e computers che non potremmo utilizzare senza accettare le condizioni sulla privacy.

Infine per tutti coloro che sostengono che questa sia una vera minaccia alla nostra sicurezza, consiglio di riflettere a lungo prima di pretendere provvedimenti, infatti eliminando la principale fonte di guadagno di tutte quelle multinazionali che forniscono servizi online, queste non potranno fare altro che chiudere, facendo retrocedere il mondo di alcuni decenni nel campo tecnologico, cancellando ogni comodità portata da internet.

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