Si sa. Il concetto di privacy è svanito ormai da tempo, da quando le app e i cellulari hanno preso il sopravvento sulla nostra vita, che ora controllano. Sapere che tutte le nostre informazioni, i nostri segreti e i nostri spostamenti risiedono in un telefono dovrebbe far paura, e invece è diventata la normalità. Sono applicazioni come Google e WhatsApp, ma soprattutto Google, quelle che si impossessano di tutti i nostri dati e ci spiano continuamente.

In Italia, sono migliaia le persone che hanno dichiarato di essere state spiate dalle applicazioni Google (Google Maps, Google Home ecc…) sebbene avessero disattivato tutti i servizi. Per fare ciò, Google utilizza una mossa molto intelligente, bisogna riconoscerlo. Non appena scarichiamo un applicazione marchiata Google, appare sulla schermata una sorta di contratto chiamato “Termini & Condizioni Privacy” che ormai, a causa della lunghezza, nessuno legge e accetta, non curandosi di cosa questo comporti.

Dunque, che Google, o qualsiasi applicazione in generale, possieda le nostre informazioni e se ne serva è sbagliato. Tuttavia, ci deve essere un minimo di interesse anche da parte della “clientela”, altrimenti lamentarsi è inutile.

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