Come giusto che sia quello di Google è un problema che non va sottovalutato. Un po’ tutti i social media in generale però, non solo il più conosciuto, sono un qualcosa di potenzialmente pericoloso. Sono una delle innovazioni che hanno stravolto maggiormente la vita di ogni individuo, non solo influendo e rivoluzionando le loro abitudini ma anche caratterizzandone le relazioni sociali.

 Tante frasi del tipo “tanti social, ma molto a-sociali” sono un po’ la rappresentazione di quello che succede.  Non ci sono più relazioni vere; è tutto virtuale e le persone si sono abituate a parlare con le dita digitando su degli schermi e non con la bocca. Commenti con cui fino ad un certo punto sono d’accordo; a mio avviso però non si può fare di tutta l’erba un fascio. Tra l’altro molti “grandi” non tengono conto del fatto che noi nativi digitali siamo ben al corrente dei rischi che corriamo perché essendoci nati siamo molto più preparati degli adulti. Sappiamo che quello sarà il nostro futuro e abbiamo imparato ad avere la testa sulle spalle. 

Oggi quell’oggetto chiamato cellulare è diventato un po’ la nostra scatola nera. In esso abbiamo chiuso i nostri segreti, le nostre paure, la nostra vita e ormai è diventato un’arma di dimensioni gigantesche. Sono convita che se lasciato nelle mai sbagliate è in grado di distruggerci; è per questo che non penso sia una scelta saggia dare un oggetto così importante a chi ancora non è capace di capirne l’importanza. Non conta dire “tranquilla, lo tengo d’occhio” perché secondo me ogni genitore che consegna in mano un cellulare ad un bambino sta commettendo un errore. Ogni bambino deve crescere giocando e il più lontano possibile dalla rete; mi spaventa chi che per avere attimi di pace si frega di quello che può succedere. Un bambino è ancora troppo piccolo per diventare dipendente da qualcosa. Quando penso a dei bambini felici mi immagino nanetti che corrono, ridono, scherzano all’aperto, felici di volersi bene; l’unica cosa che conta è stare insieme. Non si può spegnere questa energia.

Quando ero piccola ricordo di amare la mia vita. Non importava cosa facessi perché se fatta in compagnia mi stava bene; nulla era importante come le mie amiche. Non ero mai attaccata ad uno schermo; ho nostalgia di tempi in cui non avevo paura di annoiarmi. Ricordo quei pomeriggi in cameretta passati a bisbigliare segreti; i pomeriggi passati a sognare di essere principesse oppure i pomeriggi passati a fare biscotti. Tutto era semplice; tutto era più felice. Era più facile conoscere qualcuno ed era più facile capire se l’amicizia sia vera o falsa; non c’era niente di finto. Ora è diverso. Vivendo in epoca dove tutto quello che all’apparenza è fantastico poi non lo è quasi mai; vivendo in un’epoca dove il mondo virtuale rappresenta la propria vita da sogno, ho capito quando le comodità ci abbiano fatto male. Ci ha resi diffidenti; ora abbiamo più paura di fidarci degli altri. Non è così che deve essere, siamo troppo giovani per arrenderci e per avere paura di vivere. Il cellulare non può essere il mio migliore amico.

 I social hanno cambiato notevolmente l’ambito fondamentale dei diritti umani: la libertà d’espressione.  I social ci hanno dato la possibilità di dire la nostra; ci hanno dato la possibilità di esprimerci. Siamo liberi di pubblicare ogni cosa: una foto del gatto, una foto di mia zia e perché no anche una bella foto senza veli. Chi ce lo vieta? Credo che rendersi conto di che mondo spaventoso sia quello dei media è il primo passo. Si tratta di un mondo senza regole; un mondo senza sicurezze; un mondo dove se commetto un errore me ne pentirò per sempre. È per questo che è importate prendere il controllo del web; nessuno deve decidere per me. Invece di essere in balia della rete e di lasciare la rete vincere apri gli occhi e prendi in mano la tua vita. Sei tu che decidi cosa fare e cosa mostrare di te. La stessa cosa fanno gli altri; le persone ti fanno vedere quello che vogliano tu veda.

Ricorda che però dentro quell’oceano ci sono persone. Ognuno è in grado di ragionare e prendere decisioni, quindi anche, purtroppo, di farti del male: non fidarti di quello che non conosci. Rispetta sempre le regole, abbi rispetto per il prossimo e ricorda che la diffidenza non è mia troppa. Se sei una bambina ricorda che non sei sola, mai. I tuoi genitori ti aiuteranno sempre perché vogliono il tuo bene; tu fidati di loro e di nessun altro. Credimi a quando dico che la vita non è quella perfetta che vedi sul social; non desiderare la vita di qualcun altro, pensa a vivere la tua al massimo.

0
0 Commenti

Lascia un commento

CONTATTACI

Hai una domanda? inviaci una e-mail e ti risponderemo al più presto.

Il Quotidiano in Classe è un'idea di Osservatorio Permanente Giovani-Editori © 2012-2020 osservatorionline.it

Effettua il login

o    

Hai dimenticato i tuoi dati?

Crea Account