Si sente, oramai spessissimo, che la nostra privacy sta andando sempre più in declino, rubata dai colossi del digitale, i quali non curandosi degli utenti, “spiano” e conoscono tutti i nostri spostamenti.

Il protagonista indiscusso di queste pratiche decisamente poco ortodosse è Google, il quale attraverso le sue innumerevoli applicazioni e servizi, delinea la nostra vita, conoscendo: spostamenti, ricerche…

Nonostante ciò esso non riscontra problemi legali riguardanti la violazione della privacy. Ciò semplicemente perché mette in atto piccoli ma decisivi escamotages, per arginare questa ipotetica problematica. Il più comune è quando viene presentata al nuovo cliente il modulo delle condizioni inerenti alla privacy, che dato anche la lunghezza consistente, viene scartato e accettato ingenuamente dagli utenti.

Ciò, comunque, ci deve far capire come i possessori delle applicazioni, che volendo o meno delineano la nostra quotidianità, conoscono tutto su di noi. Deve essere quindi nostra morale essere accorti nelle dinamiche relative alla privacy.

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