Appena ci svegliamo il nostro primo pensiero va allo smartphone. È un riflesso incontrollabile quello che molte persone hanno e che le spinge ad un gesto: accendere il cellulare, controllarlo e poi rimetterlo giù, anche senza aver aperto alcuna app o aver ricevuto qualche messaggio. Molto spesso neanche ce ne accorgiamo per quanto naturale è ormai diventato. La nostra giornata ruota interamente intorno ad un oggetto dalle dimensioni poco più grandi del palmo di una mano, che ci tiene impegnati e ci distrae da tutto ciò che capita al di fuori di esso. Da una parte è giusto in quanto il nostro è ormai un mondo fondato sulla tecnologia, sui social, sulla globalizzazione attraverso mezzi di comunicazione come la TV o il cellulare, appunto. Dall’ altra parte preme però dire che troppa tecnologia fa male. E i motivi sono due: il primo è che è stato scientificamente provato il fatto che lo stare troppo davanti allo schermo, che sia di uno smartphone, di un computer o di una TV, è dannoso alla nostra salute, potrebbe provocare gravi danni agli occhi e al cervello. O addirittura se si è soliti tenere il dispositivo vicino al basso ventre per troppo tempo ci sono possibilità che si vada a danneggiare l’ apparato riproduttore femminile o maschile che sia. È quindi molto importante fare attenzione a come si utilizza il dispositivo, tenendolo acceso solo quando serve e non per lungo tempo. Il secondo riguarda il fatto della nostra privacy. Naturalmente nel nostro cellulare la privacy c’è, ed è anche molta (basti pensare alla password per poter accedere). Ma quando si tratta dell’ utilizzo di app o di social media bisogna prestare attenzione. Infatti nessuno può mai assicurarci il fatto che mentre noi navighiamo su siti come Google o app come Instagram non ci sia nessuno dall’altra parte che ci osservi o per meglio dire non ci sia nessuno strumento che consente di privarci della nostra privacy. Per privacy si intende qualcosa di privato e in questo ambito quindi per esempio il luogo in cui ci troviamo, le persone con cui siamo, le cose che stiamo facendo. Ma sfortunatamente sono stati vari i casi che lo hanno affermato. È quindi giusto dire, per concludere, che vivendo in una società come la nostra dove le nostre giornate si basano sulla tecnologia è più che lecito avere uno strumento come lo smartphone che ci consente di “tenerci al passo coi tempi”, di comunicare con una persona magari lontana da noi o addirittura di lavorare, come molti mestieri permettono di fare. Tutto ciò però stando sempre in guardia da tutto quello che può nuocere alla riservatezza del nostro apparecchio, utilizzandolo con discrezione e parsimonia.

Asia Luciani

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