La situazione in Iran non si è ancora calmata. Il 3 gennaio il generale Iraniano Soleimani viene ucciso dagli americani. A partire da questo giorno è iniziato un periodo di rivolte: migliaia di manifestanti in piazza spinti dalla voglia di vendetta e di giustizi, bandiere americane distrutte, minacce di guerra e così a seguire. È ormai volontà di tutte porre fine a questi scontri utilizzando tutti i metodi necessari. Non tutti i manifestanti però sono spinti dall’odio per lo stato americano e dalla voglia di vendetta, abbiamo infatti anche gli studenti. Sono in molti i ragazzi che frequentano l’università che chiedono scendendo in piazza un paese più democratico, libero dal punto di vista politico e soprattutto capace di agire secondo criteri giusti e responsabili, ad esempio in situazioni come questa.

Non è la prima prima volta che si sente parlare di studenti che scendono in piazza per manifestare: ormai dalla fine del XX secolo si parla di “movimento studentesco”. Si tratta degli studenti che per motivi sociali, politici e morali agiscono come un gruppo e riescono a raggiungere il loro obbiettivo.

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