Secondo i dati raccolti quasi quattro adolescenti italiani su dieci l’hanno provata almeno una volta nella vita, è il cuore di uno dei più grandi traffici illegali al mondo e le sue proprietà portano beneficio a migliaia di pazienti. La cannabis resta una materia ambivalente, accesa a intermittenza senza una vera discussione. Grazie alla recente discussione alla Camera, subito ricacciata nel cassetto , ha portato al centro del dibattito la sua legalizzazione. Per quella che è la sostanza illecita più consumata d’Europa e con la maggiore probabilità di essere utilizzata da tutte le fasce di età, ancora oggi dopo decenni le idee non sono chiare. Studi discordanti e opinioni diffuse, spesso fasulle, non aiutano. La cannabis crea dipendenza? Si può morire? È assimilabile alle cosiddette droghe pesanti? Quali danni alla salute? È il primo passo verso il consumo di cocaina, eroina o pasticche?
Fumando cannabis non si va in overdose, la mortalità di cui parlano alcuni studi si riferisce infatti agli incidenti stradali che possono essere provocati. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha invitato più volte i governi a depenalizzare, magari non tout-court, ma almeno l’uso personale. Considerato che droghe legali come alcol e tabacco uccidono invece ogni anno milioni di persone.Per questo molti credono che il proibizionismo non sia la risposta e demonizzare non serva. Ma il primo passo è una buona informazione. Tra l’altro i dati dimostrano che nei paesi che hanno liberalizzato, il consumo è progressivamente diminuito. Come confermano studi condotti negli Stati Uniti e che riguardano in particolare i giovani.
Io non ho mai avuto esperienze con la cannabis, sia per quanto riguarda me che per quanto riguarda le persone che conosco, ma secondo me si dovrebbe legalizzarla perché almeno per quanto riguarda gli adolescenti smetterebbero di utilizzarla, perché ormai essendo legale non avranno più quell’adrenalina nel fare qualcosa di illegale e si abbasserebbe il consumo o addirittura sparirebbe negli adolescenti.

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