“Kobe Bryant è morto”. Un post su Instagram, un messaggio su WhatsApp, un servizio al telegiornale, forse persino tramite chiamata, siamo tutti venuti a sapere di questa terribile notizia. Terribile anche per quei pochi che non sapevano chi fosse, per quelli che avevano solo già sentito quel nome. Terribile perché poco dopo si è saputo che nell’elicottero schiantato, tra quelle 9 persone coinvolte, c’era anche Gianna Maria Onore (Gigi) Bryant, sua figlia. Una delle cronache nere più tristi dello sport, ricca di commozione e dolcezza.

Gigi infatti aveva un forte legame con suo padre, alimentato forse dalla loro condivisa passione per il basket. A soli 13 anni era già una piccola stella del basket femminile, e la sua squadra era allenata proprio da Kobe. Ed erano lì che si stavano recando con quell’elicottero: agli allenamenti.

Il 4° campione di basket più forte al mondo è morto di una sorte ironicamente brutale.

Ciò che rende ulteriormente triste questa sfortuna è proprio il sogno di Gianna: continuare ciò che il padre aveva dovuto lasciare. Infatti Bryant all’età di 38 anni si è ritirato dalla scena concludendo la sua entusiasmante carriera.

Pur essendo stato un grande campione, forse non tutti sanno i forti legami che Black Mamba (soprannome di Kobe) aveva con l’Italia. Infatti trascorse la sua infanzia nel nostro Paese, in cui lasciò un pezzo di cuore e dove sicuramente ha ora lasciato una profonda ferita.

Non essendo io però una ragazza molto appassionata di basket, ho preferito chiedere a due persone che sono rimaste scosse da questa morte che cosa Kobe è significato nella loro vita, non solo nell’ambito sportivo, e quali erano le parole che venivano in mente loro, pensandolo.

“È morto il mio più grande idolo nel basket”

“Dedizione”

“Era uno di quelli che ha fatto sì che il basket fosse più onesto”

“Una persona buona”

“Determinazione”

“Mago”

“G.O.A.T.” («il più grande di tutti i tempi»)

“quando mi abbatto penso sempre ad una sua frase che mi è sempre rimasta impressa «se non credi in te stesso nessuno lo farà per te»”.

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