Kobe Bryant, una leggenda. Il 26 gennaio 2020, Kobe stava andando alla Mamba Sport Academy, un centro sportivo di proprietà di Bryant per vedere un allenamento della figlia Gianna; prima di arrivare a destinazione l’elicottero precipitò con Kobe, Gianna e altre sette persone al suo interno.

Kobe era un cestista statunitense, considerato uno dei migliori giocatori dell’NBA. A sei anni si trasferì in Italia e ci rimase fino ai tredici, perché suo padre Joe giocò per sette anni nel campionato italiano, periodo che lo ha colpito molto tanto da chiamare tutte e quattro le sue figlie con nomi italiani. Già da piccolo sognava di essere un campione e ce la metteva tutta per raggiungere un obbiettivo. Agli allenamenti, per dare il massimo, si fermava qualche ora in più e imparava a memoria le mosse del suo idolo, Michael Jordan.

La sua grande passione la trasmise a sua figlia Gianna, che la voleva portare avanti imparando a giocare come lui e con l’obbiettivo di entrare nell’NBA rosa. Proprio per questa loro passione, siccome Kobe si era ritirato nel 2015, hanno fondato la Mamba Sport Academy, il luogo verso cui era diretto.

L’1 febbraio, allo Staples Center di Los Angeles, LeBron James ha detto un commovente discorso in onore del suo caro amico. Allo stadio solo due posti vuoti, quello per Kobe e per Gianna. In suo onore, inoltre, sono stati fatti 24 secondi di silenzio, il numero della sua maglia.

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