In data 26 gennaio 2020, si diffonde la triste notizia della morte del campione di basket Kobe Bryant. A darne l’annuncio è l’emittente statunitense TMZ, con una capillare diffusione della notizia sconvolgente in tutto il mondo. Le dinamiche che hanno portato allo schianto l’elicottero coi nove passeggeri – tra cui l’ex cestista Kobe e sua figlia Gianna – riguardano la nebbia che impediva la visione sulla zona circostante. Perdendo, anche, il contatto radiofonico con la torre di controllo, l’elicottero si è schiantato in picchiata a 300 km/h.

Un fulmine a ciel sereno, quindi, che ha colpito innumerevoli sportivi di tutto il mondo. Dalle semplici persone che piangono la leggenda NBA, fino ai ragazzini che l’avevano come idolo, sconvolti da una così prematura perdita. Le opere di commemorazione non sono mancate, nella stessa NBA si è tenuto, oltre al consueto minuto di silenzio, l’infrazione di ambedue le squadre della norma dei 24 secondi. In Italia, paese in cui il piccolo Kobe è cresciuto, vagando da Reggio Emilia a Reggio Calabria, il presidente FIBA ha disposto le stesse norme di commemorazione valide per la NBA. Il Milan, squadra di cui il cestista era tifoso, durante la partita di coppa Italia disputata contro il Tirino, ha ricordato il loro tifoso con un video commovente.

In poche parole Kobe ha lasciato un vuoto incolmabile dietro a tutti gli sportivi. Perché oltre ad essere un grande giocatore era un grande uomo: Umile, rispettoso, ambizioso, competitivo…

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