Il 26 gennaio si spegne, a causa di un incidente in elicottero, una stella dello sport, Kobe Bryant, insieme a sua figlia 13enne, Gianna Maria, e altre sei persone dell’equipaggio. La notizia ha ovviamente sconvolto molte persone in ogni parte del mondo, amici, fan, familiari ma anche tutte le persone che, pur non seguendo il basket, conoscevano e ammiravano Kobe come personaggio pubblico.

Ha giocato la sua prima partita in NBA all’eta di 18 anni; da lì, Bryant diventa uno dei migliori giocatori del basket, totalizzando più di 33 mila punti in tutte le partite giocate. Nel novembre del 2015 annuncia il suo ritiro dalla squadra. Finita la sua carriera nel mondo del basket, Kobe inizia ad allenare la squadra della figlia Gianna, determinata ad entrare nell’NBA femminile e a seguire le orme del padre.

Kobe Bryant è stato una fonte di ispirazione per molte persone; allena LeBron James agli inizi della sua carriera, cresce insieme a sua moglie Vanessa, sposata nel 2001 all’età di 22 anni, quattro figlie e anche per questo non discrimina assolutamente lo sport al femminile, dimostrandosi sempre fiducioso e fiero della figlia 13enne disposta a portare avanti il suo nome. Tragicamente, mentre si dirigevano ad una partita della ragazza, un black-out tra la torre di controllo e l’elicottero, ha fatto precipitare questo ultimo schiantandosi sul suolo.

L’augurio per tutti è che questa tragica fine non metta in secondo piano il messaggio che Kobe mandava alle giovani generazioni per una competizione onesta e che assolutamente non discrimini per genere.

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