Il 26 gennaio del 2020, la star della NBA Kobe Bryant è morto a 41 anni in un incidente di elicottero in California, nella località di Calabasas. Bryant era a bordo del suo elicottero privato con almeno altre otto persone, compresa sua figlia tredicenne, Gianna Maria Bryant. Il veicolo ha preso fuoco e tutti i passeggeri sono morti. Nel giro di pochi minuti, questa tragica notizia si è diffusa in tutto il mondo, colpendo non solo gli sportivi, ma anche tutte le altre persone.

Kobe Bryant è considerato uno dei più grandi cestisti di tutti i tempi. Prima del suo ritiro, Kobe ha vinto numerosi premi e riconoscimenti. Durante i suoi 20 anni di carriera con i Lakers, lui ha partecipato a 18 All-Star Game, vincendo 5 campionati NBA e 2 MVP. Inoltre nella classifica dei miglior marcatori NBA, Kobe è al quarto posto. Dopo il suo ritiro nell’estate del 2016, i Lakers in suo onore hanno ritirato entrambe le maglie da lui utilizzate, ovvero la 8 e la 24. Kobe Bryant ha vinto perfino un Oscar per il miglior cortometraggio d’animazione mai girato.

Figlio di Joe Bryant, ex-cestista, Kobe ha vissuto dai 6 ai 13 anni in Italia. Durante questo periodo, Kobe ha giocato nelle squadre di Rieti, Reggio Calabria, Pistoia e Reggio Emilia. Kobe Bryant ha trasmesso il suo amore per il basket alla figlia Gianna Maria, morta anche lei nell’incidente in elicottero. Fin da bambina il suo sogno era quello di giocare nella WNBA.

Kobe Bryant non era soltanto una leggenda del basket, ma era anche un modello da seguire. La sua vita, la sua tenacia e il suo amore per il basket hanno ispirato moltissime persone, diventando per tutti quanti un idolo.

0
0 Commenti

Lascia un commento

CONTATTACI

Hai una domanda? inviaci una e-mail e ti risponderemo al più presto.

Il Quotidiano in Classe è un'idea di Osservatorio Permanente Giovani-Editori © 2012-2020 osservatorionline.it

Effettua il login

o    

Hai dimenticato i tuoi dati?

Crea Account