Kobe Bean Bryant è stato un cestista statunitense ed è considerato uno tra i migliori giocatori della storia dell’NBA, ha disputato tutta la sua carriera professionistica nei Los Angeles Lakers, rientra tra gli sportivi più conosciuti al mondo e la sua carriera è ritenuta una delle migliori nella storia dello sport professionistico. Il 26 gennaio 2020 Bryant è rimasto ucciso, insieme alla figlia Gianna 13enne e altre 7 persone, in un incidente in elicottero nei pressi di Calabasas. Il gruppo si stava dirigendo alla Mamba Sports Academy, un centro sportivo di proprietà di Bryant a Thousand Oaks, per una partita di allenamento della squadra di basket di Gianna, allenata dallo stesso Bryant, quando l’elicottero ha cominciato a girare intorno e a cambiare repentinamente quota, dirigendosi infine a grande velocità contro una collina.
La morte di Kobe Bryant ha avuto un grande impatto nel mondo dello sport ma anche al di fuori di esso, in quanto è stato uno dei più grandi sportivi della storia, e sicuramente la sua morte è stata un’enorme tragedia ma ritengo che sia sbagliata la santificazione di una persona a seguito della sua morte, sicuramente non si può mai essere “felici” della scomparsa di qualcuno ma oltre alle cose belle non dobbiamo dimenticare quelle brutte, Kobe Bryant è stato un grandissimo cestista che è stato accusato di stupro nel 2003 da una cameriera, la ragazza alla fine, dopo essere stata screditata dagli avvocati di Bryant in ogni modo possibile decise di ritirare le accuse ma lo stesso Bryant poi fece delle dichiarazioni che fungono praticamente da conferma dell’atto “Anche se credo sinceramente che il nostro incontro sessuale fosse consensuale, riconosco oggi che lei non pensava e non pensa la stessa cosa. Dopo mesi di ascolto delle prove, del suo avvocato e persino della sua personale testimonianza, capisco ora che lei sente di non aver acconsentito a quel rapporto”.
Le morti di grandi personaggi che in un modo o nell’altro hanno influenzato moltissime persone in modo positivo sono sempre delle grandi tragedie ma non dimentichiamoci mai di ridimensionare le loro figure.

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