Il 26 gennaio del 2020 è un giorno triste per lo sport e per tutti i suoi amanti. Il multi-campione di basket Kobe Bryant assieme alla figlia Gianna e altre 7 persone, sono morte in un incidente aereo. Era un breve viaggio con partenza in California per arrivare alla Mamba Academy, fondata da lui. Secondo alcune ricostruzione la nebbia ha dato difficoltà nel volo e, dopo aver perso il controllo con la torre, si sarebbe schiantato ad una velocità di 300 km/h. Fan o meno dello sport, sono vicini alle famiglie dei deceduti. Ovviamente ci sono state delle commemorazioni, da foto con dei fiori e varie dediche ad anche momenti di memoria nei vari match di NBA e di calcio. È particolarmente ricordato in Italia, paese dove Kobe è cresciuto, da Reggio Emilia a Reggio Calabria. Ha espressamente detto, in alcune interviste, di saper parlare l’italiano in modo fluido e corretto, tant’è che, quando esprimeva un disaccordo con l’arbitro, parlava in italiano per non farsi capire sfogandosi contro di esso. In Italia, oltre al basket, amava il calcio, in particolare il Milan, che, nell’occasione della partita di Coppa Italia contro il Torino, ha chiesto alla federazione italiana di poterlo omaggiare in un minuto di silenzio e un video, idea che inizialmente ha rifiutato per poi accettare dopo varie critiche. Concludendo, la perdita di questo sportivo è implacabile per tutti gli amanti dello sport, sia per la persona che era dentro il campo che fuori.

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