Matteo Salvini, segretario della Lega, con la tanto discussa citofonata non ha in realtà fatto nulla di male. Fanno più discutere i modi con cui ha agito, singolarmente e cercando di fare giustizia da solo. Per chi non sapesse di cosa si parla, qualche settimana fa Salvini ha suonato il campanello della casa di una famiglia in periferia di Bologna, famosa i molti immigrati che ci vivono. L’ex premier ha chiesto ripetutamente al citofono se la persona dall’altra parte spacciasse, il tutto condito da atteggiamenti di superiorità e arroganza. Il fatto ha scatenato un caso nazionale che ha diviso i cittadini. Trovo il gesto di Salvini non sbagliato di per sé, ma che siano stati inadeguati i modi. C’è da dire che è uno dei pochi esponenti del quadro politico attuale italiano che sa cogliere le questioni veramente importanti, gli argomenti tabù, di cui nessuno parla veramente, come quello della droga. Apprezzo quindi l’intelligenza di Salvini nel saper cogliere ed affrontare questi tabù, ma deve decisamente darsi una regolata. Non può di certo passare sopra alle forze dell’ordine e saltare tutte le procedure standard. Se veramente quella persona al primo piano spacciasse, la cosa giusta da fare sarebbe chiamare una pattuglia della polizia e di certo non suonare un campanello davanti ad un plotone di giornalisti.

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