L’emergenza coronavirus che tiene in alto l’allarme mondiale sta scatenando reazioni incontrollate soprattutto via web.  L’OMS lavora per contenere la diffusione delle bufale con accordi mirati con i social network. Mangiare aglio in quantità elevate, spruzzare regolarmente nel naso una soluzione salina, respirare i fumi dei fuochi d’artificio,  spalmare sulla pelle olio di sesamo o di origano per evitare il contagio, sono solo alcune delle bufale mediatiche a cui si assiste. C’è chi sostiene che la cura per il virus sia già disponibile o in dirittura d’arrivo. Anche questa, purtroppo, è una notizia falsa.

Addirittura, pare che gruppi cospirazionisti americani siano arrivati a incoraggiare le persone a bere candeggina diluita per tenere lontano il contagio. Inutile dire che l’ingestione di candeggina è altamente dannosa per la salute. Non andare in negozi e ristoranti cinesi perché ci si esporrebbe al rischio altissimo di contagio: ua fake news, anche in questo caso, poiché il virus non si trasmette attraverso il cibo, ma da uomo a uomo.

 Molte le notizie false che circolano anche sulle conseguenze che il virus avrebbe su coloro che ne sono colpiti come la sterilità nei soggetti maschi. Il rischio è “l’infodemia”: a coniare il termine è stata l’Organizzazione Mondiale della Sanità stessa, che proprio in questi giorni ha denunciato la diffusione di notizie false in relazione alla pandemia del coronavirus. Ci sono stati molti fatti di discriminazione nei confronti della popolazione cinese e si ricorda a tutti che il nemico non è la comunità cinese ,bensì il virus. A tale proposito l’istituto Superiore di Sanita’ (Iss) e il ministero della Salute hanno messo a disposizione sui propri siti un decalogo di informazioni scientificamente verificate per contrastare tale fenomeno.

I sintomi del coronavirus sono:febbe,tosse.polmonite,difficoltà respiratorie e insufficienza renale.

Attualmente non esiste un vaccino per la cura del virus e bisogna ricordarsi che lavarsi le mani,in questi casi,è più efficiente che indossare la mascherina.

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